La Fp Cgil esprime forte contrarietà all'ultima proposta del Regolamento di organizzazione dell’Arpab trasmessa qualche giorno fa dal direttore generale Schiassi.
"Oltre a non comprendere come si possa pensare di modificare un regolamento di organizzazione a ridosso della imminente approvazione della legge regionale di riforma dell’Agenzia, nel merito – dice il sindacato – i contenuti dello stesso regolamento sono a dir poco paradossali.
Infatti, a fronte di un apparente accorpamento di alcuni uffici in cui, ad esempio, tutte le strutture organizzative dislocate presso i due dipartimenti provinciali di Potenza e Matera vengono trasformate in strutture a valenza regionale, dove il Dipartimento di Matera viene fortemente penalizzato (si sopprimono i laboratori analitici di chimica e di microbiologia), ci ritroviamo, invece, ad assistere alla istituzione di una molteplicità di nuove strutture organizzative, sia a livello centrale che livello dipartimentale, che frammentano in maniera oltremodo eccessiva le diverse attività creando, a nostro avviso, non solo duplicazioni inutili, ma anche i presupposti per una maggiore confusione organizzativa e conseguente rischio di inefficienza.
Si prevedono, infatti, circa 32 unità organizzative (tutte destinatarie di prossime posizioni organizzative?), di cui 10 di tipo amministrativo, su un totale di circa 120 addetti (una posizione organizzativa ogni tre lavoratori?). Se a queste aggiungiamo l'attuale organico dirigenziale in servizio e la previsione di un responsabile amministrativo e un responsabile tecnico-scientifico, arriviamo a circa 43 incarichi di responsabilità. Altro che razionalizzazione e snellimento degli uffici, altro che ottimizzazione delle risorse. Non meno trascurabile – aggiunge la Fp Cgil – è la regola che si è data il direttore in merito alla possibilità di avvalersi anche di consulenze di esperti, almeno tre, già stabilendo che gli stessi dovranno avere esperienza nel campo della contabilità pubblica, del diritto amministrativo e legislazione ambientale nonché di tecniche di valutazione e controllo di gestione (sic!!!).
Questo regolamento, così com’e strutturato, va contro ogni logica di efficientamento , oltre a penalizzare fortemente alcune attività che rispondono a priorità ambientali del territorio. Tanto per fare qualche esempio significativo, a Matera si penalizzano le attività relative al monitoraggio e controllo dei siti contaminati (si ricorda, a tal proposito, la presenza in provincia di Matera del Sito di interesse nazionale da bonificare della Val Basento), che prima erano attestate all'ufficio suolo e rifiuti che ora, nella nuova logica direttoriale, diventato solo ufficio rifiuti lasciando solo a Potenza la competenza dei siti contaminati.
E ancora, sempre a Matera, si sopprime l'ufficio risorse idriche, che tra le altre attività svolgeva anche compiti di controllo sulle acque di balneazione nel territorio materano. Qual è la logica? Sopprimere il dipartimento di Matera e indebolirne le attività di controllo? La Regione a tal proposito cosa pensa?
Quello proposto dal direttore dell’Arpab è un atto di riorganizzazione che va contro l’attuale assetto definito dalla attuale legge regionale dell’Agenzia che non ha nemmeno il parere del Comitato Regionale di Indirizzo. Si tratta di un provvedimento che se verrà adottato andrà ad incidere radicalmente sull’attuale assetto organizzativo secondo logiche che non rispondono affatto alle declamate finalità di efficienza e di razionalizzazione considerato che, da un lato si sopprimono uffici con attività territoriale e, dall'altro lato, si crea una rete ex nuovo di strutture organizzative, alcune con attività duplicate, altre con attività non proprie dell’Agenzia, che sono il certo preludio ad un proliferare di incarichi.
Come FP CGIL, considerato che il direttore Schiassi è sordo rispetto alle istanze già rappresentate nell'ultima riunione, dove tra l’altro la bozza portata al tavolo era ancora diversa, chiediamo al Presidente Pittella e all’Assessore Berlinguer di intervenire al fine di impedire che possa essere assunto un tale atto, sbagliato sia nel metodo che nel merito, nonché di attivarsi con ogni urgenza adottando le determinazioni conseguenti affinché si metta fine ad una situazione gestionale ed organizzativa dell’agenzia del tutto personalistica ed avulsa dai principi che dovrebbero essere alla base di una corretta gestione di un Ente pubblico.
La Basilicata e i lucani hanno bisogno di un Agenzia che faccia monitoraggio e controllo e che soprattutto orienti la propria attività e le relative risorse per rafforzare la dotazione strumentale e professionale per svolgere i propri compiti istituzionali, e non certo di un’Agenzia utilizzata come “incarichificio ad personam” a tutto tondo considerata anche la propensione da parte di chi la dirige di attivare ad ogni costo consulenze esterne e shortlist che, oltre a snaturare la natura stessa dell’Agenzia, seguono logiche che dovrebbero essere estranee ad una gestione pubblica.
L’Arpab ha bisogno di essere restituita alla sua funzione per poter riprendere un cammino di normalità riappropriandosi della sua vocazione istituzionale, anche perché questa fase di stallo e di paralisi anche amministrativa non fa bene a nessuno".
bas 02