“L’11 settembre ci consegna, a distanza di venticinque anni, una lezione che conserva tutta la sua attualità: nessuna società è davvero forte e resiliente se incapace di proteggere la dignità della persona, il diritto alla vita, la solidarietà e la possibilità di convivere tutelando e valorizzando le diversità, scegliendo ogni giorno quale futuro e quale modello sociale costruire”, lo afferma in una nota l’assessore regionale alla Salute della Regione Basilicata Cosimo Latronico.
“Ricordare questa data – aggiunge Latronico – significa allora non soltanto guardare indietro, ma chiederci con senso di responsabilità che cosa possiamo fare, oggi, per rendere la nostra società più umana, più coesa e capace di cooperare e prevenire crisi belliche e conflitti diplomatici tanto ad oriente quanto ad occidente. È questo il modo più concreto di trasformare la memoria in bussola e responsabilità verso le generazioni future”.
“Il primo pensiero – rimarca Latronico – va alle migliaia di vittime di quella tragedia e alle loro famiglie. Ma l’11 settembre ha segnato anche uno spartiacque nella storia contemporanea: dopo quella mattina il mondo è cambiato, sono cambiati gli equilibri internazionali, il modo di concepire la sicurezza, il rapporto con la paura e, in molti casi, la percezione stessa dell’altro. Le conseguenze di quell’evento terroristico hanno attraversato intere generazioni, alimentando conflitti, instabilità e nuove fratture, con costi umani che sono andati ben oltre quel drammatico giorno. È anche per questo che ricordare l’11 settembre significa sottrarlo alla sola dimensione della ricorrenza e interrogarsi sulle conseguenze delle scelte che, nel nome della sicurezza, vengono compiute quando una società è ferita e impaurita. Pertanto – conclude Latronico – resta particolarmente attuale e vivo il primissimo richiamo di Papa Leone nel momento in cui ha assunto il ministero petrino, auspicando ‘Una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante’. È una responsabilità che interpella ciascuno di noi e, in maniera significativa, le istituzioni: trasformare la memoria in consapevolezza”.