La pianificazione forestale mira ad equilibrare al meglio la triplice funzione della risorsa bosco: paesaggistica, protettiva ed economica, senza tralasciare le opportunità lavorative offerte dall’indotto; e mentre si propaganda l’istituzione di un’agenzia forestale regionale, che per essere tale deve essere approvata da una legge con tutti i sui passaggi di rito, con una “comunicazione ufficiale, si disattendono le attuali norme ed aspettative e si “licenziano tutti i lavoratori” compresi i professionisti dottori agronomi e forestali coinvolti nei progetti dei Piani Agro SilvoPastorali. Lo dichiara in una nota Domenico Pisani, Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi
e dei Dottori Forestali di Basilicata.
La “comunicazione ufficiale”, trasmessa a fine ottobre dall’Ufficio regionale Foreste e
Tutela del Territorio del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali e indirizzata a 18 comuni, di
fatto, – prosegue – rappresenta nell’immediato un colpo basso, sia al processo di pianificazione dei boschi lucani, sia ai professionisti dottori agronomi e dottori forestali coinvolti. In maniera del tutto arbitraria, sospende le istruttorie in essere dei Piani di Assestamento Forestale, bloccando lo sviluppo delle politiche forestali dei comuni coinvolti e progettazioni del valore di centinaia di migliaia di euro, e prevedendone una ripresa solo dopo la rivisitazione del settore idraulico-forestale con l’adozione di una legge di istituzione dell’Agenzia Regionale Forestale. La comunicazione inviata vanifica l’operato di anni di lavoro di tecnici professionisti, in un momento in cui è forte l’esigenza di trovare opportunità lavorative in un contesto, quello agroforestale, già fortemente colpito dalla crisi economica nazionale.
Quest’azione ingiustificabile e arbitraria, questa sordità, questa “lettera di licenziamento” va in netto contrasto con le opportunità offerte dalla risorsa bosco, arrestando ed ostacolando illegittimamente gli interessi pubblici e privati, dei comuni e dei liberi professionisti, della ricerca e dell’indotto imprenditoriale boschivo che genera microeconomie delle aree interne, e quindi occupazione nella nostra regione.
Non chiediamo – prosegue Pisani – di bloccare un processo di riforma dell’assetto legislativo in materia forestale, ma chiediamo il ripristino dello stato di ordinarietà e legittimità delle cose e quindi di sbloccare i processi in corso e gli iter autorizzativi relativi ai PAF coinvolti, ritirando questa comunicazione che per noi si traduce in una vera “lettera di licenziamento”, e chiediamo il coinvolgimento diretto per la condivisione delle scelte tecniche da adottare nel DDL.
Martedì 18 è fissato un incontro di Federazione Regionale, con tutti gli iscritti dottori agronomi e dottori forestali della Basilicata, presso la sede seminariale dell’Ordine di Potenza, alla “Torre Guevara” in Piazza Beato Buonaventura, per discutere della problematica e per valutare l’opportunità di procedere ad impugnare la “comunicazione ufficiale” che in uno stato di diritto non sostituisce le leggi del Consiglio Regionale.
Bas 05