"Rimuovere le targhe, abbattere le statue e rinominare i luoghi sono le classiche azioni violente di chi dopo una rivoluzione vuole con sopraffazione cancellare la storia". Interviene così Giovanni Donzelli, portavoce nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del PDL, sulla rimozione della targa dedicata a Sergio Ramelli dalla villa comunale di Tolve. "A Tolve come in tutta Italia – ha dichiarato – ci sono vie intitolate a uomini della storia d'Italia che certamente non erano unanimemente apprezzati. De Gasperi non era certamente equidistante tra DC e PCI, Garibaldi non era considerato un eroe dai briganti lucani della resistenza del 1861, Masaniello non era equidistante tra Francia e Spagna, Umberto I non era nelle grazie di Turati che finì in galera e Sandro Pertini non fu amato dagli esuli istriano dalmati quando baciò la bandiera della Jugoslavia al funerale di Tito. Non credo che il sindaco di Tolve – ha aggiunto Donzelli – abbia intenzione per questo di smantellare le principali vie del comune. Nessuno ha mai pensato di rinominare le vie intitolati a questi uomini perché tutti insieme, nel bene e nel male, rappresentano la storia d'Italia a Tolve come a Milano. Rimuovere la targa dedicata a Sergio Ramelli perché qualcuno potrebbe non condividere le idee che aveva e che hanno causato la sua morte è un gesto violento e ignorante della storia della nostra Italia. Credo che il sindaco – è il pensiero di Donzelli – debba reintitolare subito quel luogo pubblico a Sergio Ramelli, nessuno si mostrerà turbato se vorrà anche intitolare altri luoghi pubblici ad altre vittime della violenza politica. Nessun uomo della storia d'Italia è equidistante, ma Ramelli insieme a Pertini, Umberto I, Masaniello, Garibaldi, De Gasperi e moltissimi altri – ha concluso il portavoce nazionale dei giovani del Pdl – è la storia della nostra Italia e nessuna delibera di Giunta potrà cambiarla".
bas 08