I consiglieri di Sel e Ial hanno chiesto l’audizione dei sindacati sul disegno di legge della Giunta per il contrasto al lavoro irregolare
Nel caso di grave irregolarità in materia di lavoro “si deve prevedere la risoluzione di diritto dei contratti per opere e servizi affidati ad imprese da parte di enti partecipati della Regione”. E’ quanto prevede un emendamento presentato dai consiglieri Giannino Romaniello (Sel) ed Alfonso Ernesto Navazio (Ial) “al fine di rendere cogenti e vincolanti” le norme contenute nel Ddl sul contrasto al lavoro sommerso in discussione in quarta Commissione. Oltre a chiedere l’audizione delle organizzazioni sindacali confederali, che avrà luogo nella riunione di lunedì 26 marzo, Romaniello e Navazio hanno proposto “l’introduzione di una più efficace definizione dei Parametri di regolarità e congruità del lavoro; alcune modifiche in materia di Progetti di emersione; la diminuzione dei componenti dell’Osservatorio per il contrasto al lavoro irregolare con la presenza delle varie categorie più rappresentative del mondo del lavoro al fine di evitare la costituzione di un organismo pletorico”.
“Il punto centrale che rimane aperto – affermano i due esponenti politici – riguarda il capitolo delle risorse su cui si chiederà un impegno concreto alla Giunta regionale. La realizzazione di specifici ‘progetti di emersione’ non può che essere assunta e condivisa fra e con le categorie produttive interessate. La legge detta le norme ed i vincoli generali; spetta al corpo vivo della società di Basilicata assumere il tema della emersione come uno dei fattori distintivi su cui investire per creare lavoro stabile, sicuro e di qualità per un nuovo modello di sviluppo della Basilicata”.