Dal cordone ombelicale terapie salvavita

La donazione è "un gesto di alto valore civico che trasforma il momento della nascita in una concreta speranza di guarigione e in una possibilità di cura per tante famiglie”, così l'assessore Cosimo Latronico che ha partecipato all’evento scientifico e divulgativo ‘Staminiamo il Futuro".

Tutte le notizie di

L'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico

“Un gesto di alto valore civico che trasforma il momento della nascita in una concreta speranza di guarigione e in una possibilità di cura per tante famiglie”. Dichiara l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, sull’evento scientifico e divulgativo ‘Staminiamo il Futuro – Un dono particolare: assieme a una nuova vita nasce una possibilità di cura: dona il sangue del cordone ombelicale’, organizzato dalla Fidapa, che si terrà domani alla Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza.
“Le cellule staminali emopoietiche presenti nel sangue del cordone ombelicale – aggiunge Latronico – rappresentano una risorsa biologica di inestimabile valore e una consolidata terapia salvavita per contrastare gravissime patologie del sangue, immunodeficienze e malattie metaboliche. La promozione della donazione solidaristica del cordone ombelicale costituisce un interesse primario per il Servizio Sanitario Nazionale e regionale. Come istituzione siamo fermamente impegnati nel sostenere e valorizzare le banche pubbliche accreditate della rete nazionale, le uniche strutture a cui è affidata per legge la raccolta e la conservazione sicura di questo patrimonio”.
Durante i lavori sarà affrontato il rigoroso quadro normativo italiano, regolato dal D.Lgs. 191 del 2007 e dagli storici Accordi Stato-Regioni, che definiscono stringenti requisiti strutturali e tecnologici per le banche pubbliche, vietando tassativamente sul territorio nazionale l’istituzione di banche private e ogni forma di pubblicità a esse connessa. L’ordinamento italiano tutela e garantisce l’accesso alla raccolta per fini allogenici e solidaristici, oltre a normare l’uso dedicato e autologo dedicato esclusivamente in presenza di comprovate patologie in atto nel neonato o nei consanguinei, o all’interno di rigorose sperimentazioni cliniche autorizzate.
“Questo incontro sottolinea l’importanza dell’alleanza virtuosa tra la scienza, le strutture pubbliche di eccellenza, come l’Aor San Carlo, e lo straordinario tessuto associativo come Fidapa e Adisco. Donare il sangue cordonale – conclude l’assessore – non comporta alcun rischio per la mamma o per il neonato, ma rappresenta un seme di autonomia e di vita”.

    Condividi l'articolo su: