Il dialetto lucano conquista la banda disegnata più famosa d’Italia. Nella cornice della fumetteria Comicstore di Potenza, la nostra rubrica Caleidoscopio ha acceso i riflettori su una bella iniziativa editoriale: il settimanale Topolino (numero 3.686) ha dedicato una serie di uscite speciali alle parlate locali, includendo nella storia “Zio Paperone e la giornata piena” i dialoghi tradotti in potentino, oltre che in perugino, friulano e campobassano. A guidare i lettori alla scoperta di questo incontro tra la tradizione dialettale e la Banda Disney sono stati due ospiti d’eccezione: Giulio Laurenzi, padrone di casa e animatore culturale, e Potito Paccione, potentino d.o.c. e docente di Linguistica e Glottologia presso l’Università Federico II di Napoli, autore della traduzione in dialetto potentino delle battute dei personaggi. Come nasce l’approdo del vernacolo potentino tra le pagine di Topolino? A raccontarlo è lo stesso Potito Paccione, che ha illustrato il dietro le quinte del progetto e le peculiarità fonetiche e grammaticali che rendono unico il dialetto della città. Leggere le nuvole parlanti in dialetto richiede infatti un piccolo allenamento: prima di tuffarsi nella storia, è fondamentale consultare il glossario guida integrato nell’albo, indispensabile per pronunciare correttamente i suoni caratteristici della parlata locale. Paccione ne ha offerto alcuni esempi pratici, mostrando come la fonetica potentina possa adattarsi con naturalezza al ritmo comico ed espressivo di Zio Paperone e nipoti.
Il legame tra il territorio e la pubblicazione è stato celebrato lo scorso 2 settembre proprio tra gli scaffali della fumetteria Comicstore di Potenza. Giulio Laurenzi ha organizzato una presentazione ufficiale che ha visto la partecipazione non solo di Paccione, ma anche di alcuni storici veterani e custodi del dialetto potentino. I riscontri per la fumetteria sono stati straordinari: l’iniziativa ha richiamato appassionati di fumetti, curiosi e cultori della lingua locale, confermando l’interesse vivo della comunità per le proprie radici culturali quando espresse attraverso linguaggi pop e accessibili. In chiusura, una provocazione che suona come una promessa per il futuro: a quando un fumetto interamente disegnato da Giulio Laurenzi e sceneggiato in dialetto potentino? L’auspicio è che Paperopoli sia stata solo la prima tappa di un lungo viaggio a fumetti.