Congresso Psi, Navazio: “Craxi, innominabile o dimenticato?”

Per l’esponente di “Io amo la Lucania” “Bettino Craxi ha dato ai socialisti dieci anni di un orgoglio che il partito non aveva mai conosciuto nei cento anni della sua storia”

“L’assemblea regionale socialista di sabato scorso ci sorprende per l’assenza di una citazione. Bettino Craxi”. E’ quanto afferma il consigliere regionale di “Io amo la Lucania”, Ernesto Navazio sostenendo che “sarà un caso, ma non si può non pensare ad una precisa scelta, stante l’attenta e scrupolosa regia della kermesse. Qualcuno dice ‘non ci può essere garanzia per il futuro senza la verità sul passato’. Io aggiungo senza vergognarsi del proprio passato”.

A parere di Navazio “Craxi ha lasciato un’eredità, anzi, due. La prima la lezione di unità, di autonomia, di orgoglio, di dedizione al partito, di fiducia nel socialismo libero e democratico. La seconda eredità è quella che riguarda l’Italia, tutti noi : la riforma dello Stato, il miglioramento del sistema produttivo, l’ammodernamento dell’amministrazione, un più equo sistema di protezione sociale, un sistema che superi il capitalismo selvaggio e l’assistenzialismo improduttivo, la riaffermazione della laicità dello Stato, la stabilità politica, il maggior ruolo internazionale. Bettino Craxi ha dato ai socialisti dieci anni di un orgoglio che il partito non aveva mai conosciuto nei cento anni della sua storia”.

“Il voto a destra dei socialisti, dei liberali, dei repubblicani – prosegue Navazio – è stato il voto dell’indignazione, è stato il voto contro la prepotenza, l’inganno, la violenza subita. Dopo l’indignazione viene la politica: ed è con la politica che si devono fare i conti. Ed è sulla politica, che milioni di uomini e donne, liberi, nei prossimi anni decideranno chi sarà meritevole del proprio consenso”.
“La storia dell’Italia assegna al riformismo socialista le tappe di ogni progresso. In questa stagione di grandi cambiamenti – si domanda l’esponente politico – è proprio impossibile raccogliere e non dimenticare un’eredità tuttora viva nel Paese?”

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