Comune San Fele, gruppo L’Alternativa su bilancio 2016

“Anche il 2016 volge al termine e come già il 2014 e il 2015 nulla ancora si è mosso.
I problemi ovviamente restano sempre gli stessi: spopolamento, assenza di servizi, tassazione al massimo”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del gruppo consiliare “L’Alternativa” e firmato da Vitantonio Carriero, Gianmario Masi, Vittorio Faruolo e Giovanni Carnevale.
“Con queste premesse – si legge nella nota – è chiaro che fare il bilancio di mandato 2016 della Giunta del Sindaco Sperduto vuol dire fare un semplice e misero elenco delle cose fatte nell'anno quasi passato: un po' di asfalto, l'inutile infopoint, il campetto di calcetto a Cecci, piccole manutenzioni; la scalinata che porta a Piazza Mercato con l'assurda rampa per disabili; la vendita di qualche ettaro di bosco; il solito progetto di Spiritualia al quale partecipa sempre meno gente ma i soldi spesi sono sempre tantissimi. Il tentativo di vendita del giardino ex asilo; il piastrellamento della fontana di Acquafredda; qualche lavoretto sulla struttura parcheggi sotto Piazza Mercato. La spericolata assunzione, infine, degli informatici (per i quali va ancora confermata la legalità). Tutto qua, forse ci sarebbe da aggiungere qualche altra cosa ma la tipologia e la qualità del "fatto" non muterebbe pertanto ci fermiamo qua.
Come dicevamo un ben misero elenco di cose "fatte".
Molto più interessante, per una volta, crediamo, sarebbe fare un elenco del "non fatto" e cioè un elenco delle cose che l'amministrazione poteva e doveva fare per la nostra comunità:
1) Non aver mai prodotto e candidato un progetto di valorizzazione delle cascate di San Fele. 2) Non aver portato a termine il Regolamento urbanistico. Se ne parla dal 1979 e poi nei primi anni 2000 e solo negli ultimi due anni è stato portato tre volte in consiglio comunale (sempre su nostra richiesta) e per tre volte abbiamo incassato la solita risposta: è quasi pronto. 3) Non aver completato il Piano di Assestamento forestale.
4) La mancata concessione degli chalet di Santa Croce e Pozzo di Nitti. 5) Il non aver mai voluto investire nel settore energetico limitandosi a dare autorizzazione alla SEL per l'istallazione di un pala eolica che renderà solo qualche spicciolo.
6) Non aver mai programmato, candidato, sperimentato, un progetto di valorizzazione dei prodotti tipici sanfelesi. 7) Non aver mai prodotto una politica culturale degna di questo nome.
Ci fermiamo qua poiché a fare l'elenco del "non fatto" potremmo riempire altre dieci pagine. Ci fermiamo qua poiché, in fondo, quello di cui abbiamo parlato è sotto gli occhi di tutti e "solo chi non ha occhi per vedere" non vedrà come è ridotto il nostro paese”.
bas04 

    Condividi l'articolo su: