I consiglieri regionali del Pdl denunciano che il sindaco ha negato copia degli atti ai consiglieri comunali della minoranza
“L’immediato intervento del prefetto di Potenza, affinché a Filiano, venga senza remora ripristinato un diritto democratico dei consiglieri comunali”, viene sollecitato in una nota dai consiglieri e vice coordinatori regionali del Pdl Gianni Rosa e Mariano Pici. “Vincenzo De Paolis capogruppo della lista ‘Filiano Unita e Viva’, esponente della minoranza istituzionale in seno al Consiglio comunale, ci ha segnalato – scrivono gli esponenti del Pdl – l’atteggiamento assunto dal sindaco di Filiano Giuseppe Nella che calpesta uno dei più elementari diritti democratici dei consiglieri comunali, ovvero la possibilità di poter ottenere copia della documentazione amministrativa affinché si possa porre in essere l’azione di controllo politico da parte della minoranza”.
“Esprimiamo la nostra solidarietà – aggiungono Rosa e Pici – ai consiglieri di minoranza di Filiano, ma al contempo sentire ancora oggi, che ci sono sindaci che rifiutano di consegnare dei documenti, ci fa pensare che nonostante le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità di Italia, si crede ancora di essere nel basso Medio Evo dove a capo dei borghi vi era qualche signorotto con diritto assoluto sui sudditi compresa l’interpretazione del diritto. Ma qualche secolo è passato – sembra che Nella non lo sappia- viviamo in una democrazia parlamentare dove è prevista anche la tutela delle minoranze politiche. Alla richiesta di De Paolis – data 11 marzo- di avere copia di alcuni atti tra i quali il verbale di approvazione della seduta di Consiglio o il piano di opere pubbliche o l’atto di nomina della commissione di collaudo degli impianti di distribuzione carburanti, il ‘sindaco – feudatario’ in data 21 marzo ha risposto con nota scritta, evidenziando che la richiesta non poteva essere evasa ‘in quanto costituirebbe forte intralcio al già rilevante carico di lavoro degli addetti alla segreteria e rappresenterebbe un consistente dispendio economico proibito per art. 27 del decreto legge 112/08’. Oltre a sottolineare che è ‘superfluo rilevare che l’attività consiliare debba essere assolta nella sede costituzionale nella quale è garantito il massimo di accesso e di visione di tutti i fascicoli’. Che siano questi i costi della politica e i diritti dei consiglieri comunali per l’interpretazione giuridica di Nella? A nostro modesto avviso, oltre alla banalità della risposta, sono il segno evidente di una mentalità autoritaria, antidemocratica e illiberale, che spesso si riscontra in alcuni ‘eletti’ che reputano l’elezione diretta quale mandato a essere sopra di legge, semplificando: il popolo mi ha eletto sindaco e comando io”.
“Da evidenziare – concludono Rosa e Pici – che il sindaco filianese ha anche doppio mandato, essendo stato eletto anche in Provincia per il nuovo corso di Lacorazza ed è un esponente di rilievo del Psi, un partito che dice di onorare la bandiera dei principi di democrazia e libertà; una triplice contraddizione concentrata in un unica persona, tipica della ipocrisia politica del centrosinistra di Basilicata, democratici nelle piazze e assolutisti nei posti di comando. Nella pensi a fare il sindaco avendo legittimamente vinto un’elezione democratica, ma al contempo lo invitiamo a rispettare le norme e i principi democratici della Repubblica Italiana, del quale è cittadino con tutti i diritti ed i doveri”.