Il consigliere regionale del Gruppo misto interviene sugli emendamenti ai disegni di legge sulla manovra finanziaria 2016 approvati dall’Aula
“L’emendamento proposto ed approvato sull’apertura senza regole al privato in sanità mette in discussione le prerogative regionali in materia di programmazione del bisogno sanitario regionale e crea seri problemi di tenuta dello stesso sistema privato accreditato ragionale che a seguito delle scelte nazionali sul numero minimo di prestazioni, (200.000), sarà interessato dalla esigenza di accorpamenti. Un sistema pubblico e privato ampiamente in grado di rispondere ai bisogni dei lucani”.<br /><br />Lo sostiene il consigliere regionale del Gruppo misto Giannino Romaniello per il quale “i liberisti e vogliosi di privato in sanità senza regole e ruolo preminente del pubblico, se voglio convincerci di questa necessità richiamando ad esempio la sanità (privata) laziale, lombarda e siciliana, fanno un autogol visto quanto accaduto/accade in queste regioni. Appare a tratti inspiegabile come l’emendamento presentato indichi espressamente quale sua unica ratio quella di ampliare l'offerta sanitaria individuando quale interesse preminente ‘l''interesse pubblico costituzionale della tutela della salute’, ma si può parlare realmente di competizione/concorrenza tra privati nel servizio sanitario”?<br /><br />“In passato questo automatismo – aggiunge – è stato già sperimentato e la libertà dell'iniziativa privata è stata utilizzata al solo fine di procedere a successive richieste di sanatoria per entrare nel circuito delle strutture convenzionate. E’ opportuno evidenziare, che troppo spesso, su materie sanitarie, in particolare, si avanzano proposte che evidenziano i ritardi regionali nell’attuare direttive nazionali che non aiutano a consolidare e rafforzare l’offerta e la qualità dei servizi pur dentro un necessario processo di razionalizzazione dell’intero sistema. E’ inspiegabile che proprio su una materia delicata e strategica qual’ è quella del diritto alla salute, la Basilicata mostri atteggiamenti contraddittori”.<br /><br />“In tema di sanità –continua Romaniello - è impensabile ricercare strategie e obiettivi autoctoni o territoriali, diversamente è opportuno rimanere in un contesto generale del panorama nazionale teso a garantire una reale parità di accesso ai cittadini alla sanità pubblica. Sicuramente, il sistema sanitario va migliorato e reso più competitivo, ma la deregolamentazione dell’attuale quadro normativo del sistema non rappresenta la strada giusta, anche in considerazione che in questi anni il sistema sanitario lucano, pur con contraddizioni e ritardi, basti pensare alla liquidazione delle vecchie Asl ed al reale accorpamento dei servizi, ha retto”.<br /><br />“Se a quanto fatto in sanità, con il collegato alla legge di stabilità – dice il consigliere del Gm – aggiungiamo le norme in tema di urbanistica, cave ed altro, allora si che si ha il quadro del modo confusionario e non raccordato con cui si sta procedendo nella maggioranza. Un modo che impedisce il confronto nelle sedi naturali che sono le commissioni competenti attraverso il confronto con le opposizioni e le stesse parti sociali su tematiche che attengono il futuro della regione e dei suoi cittadini. Qualcuno parla di ‘rivoluzione democratica’ in corso, forse sarà il fatto che sono di sinistra e quindi attento ai problemi reali della gente, ma a me pare che si è in perfetta continuità con alcune pratiche del passato con l’aggravante che gli attori delle relazioni corte finalizzate al solo consenso elettorale sono aumentati”.<br /><br />“Gli indicatori sociali – aggiunge – parlano di una regione in forte emergenza occupazionale, di una emergenza povertà senza precedenti e le poche esperienze di incremento nel settore lavorativo non sono di certo accreditabili alle scelte politiche messe in opera dal governo regionale. Si vuole realizzare una rivoluzione democratica? Si parta allora innanzitutto dalla difesa della salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini, si concretizzi l’attuazione del reddito minino in tempi celeri, si mettano in atto strumenti per elevare la competitività del nostro sistema produttivo, si attuino riforme di sistema nei diversi comparti ecc.”.<br /><br />“Non esiste – conclude Romaniello – una vera rivoluzione se al centro non ci sono la conquista, la salvaguardia e la tutela dei diritti e dei bisogni dei cittadini, in questo caso dei lucani. Questi rappresentano i temi fondanti di una cultura di governo progressista e democratica nella gestione delle risorse pubbliche di cui la sinistra è portatrice. L’auspicio è che proprio su questi temi di equità, giustizia sociale e governo democratico della cosa pubblica riparta un confronto di merito fra tutte le forze che vogliono il bene della Basilicata. La sinistra plurale fuori dal Pd non ha paura del confronto di idee e non di muscoli e numeri, che si tenta di far prevalere tant’è che a fine settimana avvierà, a livello nazionale poi nei territori, un percorso per la costruzione del nuovo soggetto della sinistra italiana stante la deriva centrista presa dal Pd”.<br /><br />L.C.<br />