Clinica Luccioni, dirigente Sabia in quarta Commissione

Auditia la dirigente del Dipartimento “Politiche di Sviluppo, Lavoro Formazione e Ricerca”, Maria Rosaria Sabia

Continuano le audizioni in quarta Commissione consiliare (Politica sociale), presieduta da Luigi Bradascio (Pp), in merito alla vicenda della Clinica Luccioni. Dopo aver ascoltato la propriet&agrave;, i sindacati, i dipendenti, i responsabili regionali e dell&rsquo;Asp, &egrave; stata la volta, oggi, alla presenza di una delegazione dei lavoratori, della dirigente dell&rsquo;Ufficio &ldquo;Politiche del Lavoro&rdquo; del Dipartimento Politiche del Lavoro, Formazione, Lavoro e Ricerca, Maria Rosaria Sabia.&nbsp;<br /><br />Sabia ha fatto la cronistoria recente&nbsp;della vicenda della Clinica Luccioni, poi Istituto Clinico Lucano, partendo &quot;dall&rsquo; accordo ultimo per il 2017 siglato anche in virt&ugrave; dell&rsquo;operato dell&rsquo;ufficio Politiche del lavoro per accelerare le procedure di cassa integrazione ordinaria, ma rivelatosi, purtroppo, una beffa, per il rigetto dello stesso, dopo 13 mesi, da parte dell&rsquo;Inps con la reiezione del trattamento previdenziale basato sul fondo di integrazione salariale,&nbsp;addossando ogni colpa della crisi aziendale sulla propriet&agrave;. Di qui il danno enorme per i lavoratori non potendo accedere a nessuna indennit&agrave;. Quella dell&rsquo;Inps &ndash; ha spiegato Sabia &ndash; &egrave; una posizione netta con la predisposizione acclarata di bocciare ogni altro tipo di istituto previdenziale. Impossibilit&agrave;, quindi, di accedere alla cassa integrazione con il risultato che,&nbsp;con immediatezza,&nbsp;sono partite le procedure di licenziamento collettivo da parte dell&rsquo;azienda. A questo si aggiunge il fatto che dal primo gennaio non esiste pi&ugrave; la possibilit&agrave; di accesso alla mobilit&agrave; collettiva. Resterebbe l&rsquo;assegno di disoccupazione ordinario (Naspi) che per&ograve; d&agrave; diritto ad un massimo del 75 per cento del salario. Quello che resta da fare &ndash; ha detto Sabia &ndash; &egrave; la convocazione delle parti&nbsp; per una conciliazione che appare quanto meno difficoltosa. Occorre, pertanto, un intervento pi&ugrave; politico che vede il coinvolgimento di altri Dipartimenti. Vi &egrave; poi da registrare &ndash; ha concluso Sabia &ndash; la richiesta della Prefettura, sulla quale, eventualmente, fare riferimento, in merito alle motivazioni alla base dei mancati pagamenti&rdquo;.<br /><br />Sannazzaro della funzione pubblica Cgil ha parlato &ldquo;della possibilit&agrave;, sulla scorta del dettato del decreto 50, di una anticipazione delle indennit&agrave; da parte dell&rsquo;Asp in base ad una intesa, prevista appunto dal decreto, tra soggetto appaltatore e soggetto appaltante&quot;. Locantore della funzione pubblica Cisl ha parlato di &ldquo;una riunione in cui, per la prima volta, si &egrave; vista trasparire una possibile soluzione, tenendo nel debito conto la tempistica&rdquo;.<br /><br />Per il consigliere Napoli (Pdl-Fi) &ldquo;due le possibili soluzioni: fare ricorso alle somme non oggetto di contestazione per far s&igrave; che l&#39;Asp&nbsp;proceda ai pagamenti, ovvero, come evidenziato in ambito di conferenza Stato &ndash; regioni, ricorrere ai fondi fuori dalla spesa relativi alle prestazioni di alta professionalit&agrave; per sanare i crediti con i lavoratori&rdquo;.<br /><br />Il consigliere Lacorazza ha ribadito che &ldquo;la vicenda, anche perch&eacute; concerne finanziamenti pubblici, va seguita attentamente, non dimenticando che &egrave; strettamente legata all&rsquo;intero Piano sanitario regionale. E tuttavia &ndash; ha sottolineato Lacorazza &ndash; occorre abbreviare ulteriormente i tempi con la convocazione, da parte del presidente Pittella, di un tavolo urgente con l&rsquo;Assessore al ramo, l&rsquo;Asp, oggi convitato di pietra, e tutti i soggetti coinvolti, questo prima del 5 luglio data stabilita per la discussione di merito,&nbsp;e tavolo di&nbsp;confronto da attivare entro 24 ore&rdquo;.<br /><br />Il consigliere Perrino (M5s) ha chiesto lumi circa &ldquo;la grandezza della somma delle mensilit&agrave; non retribuite (da febbraio ad oggi per 29 lavoratori) e delle somme non oggetto di contestazione e se queste ultime possono bastare a far fronte a quanto dovuto ai lavoratori. Bisogna coinvolgere &ndash; ha specificato Perrino &ndash; la propriet&agrave; nel pagamento essendo pi&ugrave; che giusto che parte della quota ricada su di essa&rdquo;.<br /><br />Il presidente Bradascio ha ribadito &ldquo;la necessit&agrave; di convocare, a breve, un tavolo di incontro permanente tra le parti. Richiesta questa &ndash; ha riferito &ndash; gi&agrave; recapitata al Governo regionale la scorsa settimana al termine della seduta di Commissione, me che finora non ha trovato risposta&rdquo;.<br /><br />Presenti ai lavori della Commissione il presidente Luigi Bradascio (Pp) ed i consiglieri Piero Lacorazza, Carmine Miranda Castelgrande, Mario Polese, Achille Spada (Pd), Michele Napoli (Pdl-Fi), Giovanni Perrino (M5s), Gianni Rosa (Lb-Fdi).<br />

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