Cia Lavello, le dimissioni di Pasquale Carretta

 “La totale mancanza di riscontro alle mie sollevate preoccupazioni per la categoria, mi portano, purtroppo, a considerare negativa la mia esperienza, anche in considerazione del fatto che un’associazione di agricoltori non è, secondo il mio giudizio, assolutamente rappresentata da agricoltori, ma da funzionari che, tra l’altro, in qualche occasione, rivestono anche altre cariche, che appaiono spesso in conflittualità con l’attività sindacale, poco informati della quotidianità e di quanto accade sul campo”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Pasquale Carretta, che dopo due anni alla guida dela Cia, sezione di Lavello, ha annunciato le sue dimissioni.
“Posso, pertanto, asserire che, a mio parere, nell’ambito organizzativo ho riscontrato poco interesse verso le problematiche e le criticità sollevate dai territoriali (presidenza e direzione) e, soprattutto, verso un approccio concreto e fattivo alla risoluzione delle stesse. Mi preme rimarcare, altresì, che l’associazione ritiene opportuno dare priorità all’offerta di servizi di consulenza, peraltro, in molti casi, risultati più costosi rispetto alle parcelle richieste dai professionisti privati di zona, forse allo scopo di fare cassa, quindi in netto contrasto con i principi propri dell’associazionismo.
Quanto detto, oltre che a generare in me profonda delusione e addirittura sgomento, mi ha portato a conoscenza di un “sistema” di fare associazione molto lontano dall’immaginabile logico: dove sono l’Autoriforma e gli Agricoltori Protagonisti? Se il tanto pubblicizzato “Protagonismo degli Agricoltori” è questo, preferisco allontanarmi, poiché in realtà questo modo di fare associazionismo, sempre a “mio avviso”, è lontanissimo dai principi cardine che lo hanno concepito, e non mi rappresenta e di conseguenza non mi sento di rappresentare. A seguito dei miei innumerevoli tentativi di ottenere la risoluzione di questioni di categoria, documentabili, se sarà il caso, rimasti vani, in base alla mia breve esperienza, così come descritta, ritengo, non ci siano più i presupposti per poter dare il mio piccolo contributo, a sostegno degli associati e delle aziende agricole che mi hanno dato fiducia, né intendo proseguire nel mio mandato di presidente e tanto meno rinnovare l’adesione di socio. Da qui la decisione, mio malgrado e con molta amarezza, di rassegnare le mie dimissioni”.
bas04

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