Botta (Crpo): violenza sulle donne a livelli intollerabili

“Oggi 25 novembre alziamo la nostra voce contro questo vero e proprio sterminio di corpi e di anime che saranno accompagnate per tutta la vita da ferite indelebili”

“Una donna ogni due giorni circa muore in Italia per mano di un uomo”. E’ il dato agghiacciante riportato dalla presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità, Antonietta Botta.
“Uccise perché alcuni maschi tentano maldestramente di affermare strani ‘diritti’: la sopraffazione, il dominio, il possesso. Uccise perché alcuni maschi hanno bisogno di godere della propria forza, senza alcuna motivazione logica, razionale perché di fronte alla volontà di dare la morte non c’è alcuna spiegazione”.

“La Basilicata – riferisce Botta – non è esente da questo orrore: donne ammazzate dai loro ex mariti, fidanzati; delitti annunciati, dopo lunghi periodi di stalking che, forse, potevano essere evitati. ‘Telefono Donna’ ha fornito dei dati qualche giorno fa: circa 140 donne all’anno si rivolgono all’associazione perché vittime di violenze fisiche, sessuali, psicologiche, molto spesso in famiglia, proprio tra le mura domestiche. Ce ne sono, però, tante che non denunciano, che non hanno la forza per farlo. Prigioniere di retaggi culturali e prive di autonomia economica molte donne subiscono violenze inenarrabili, in silenzio”.

“Il 25 novembre alziamo la nostra voce , contro questo vero e proprio sterminio di corpi e di anime che saranno accompagnate per tutta la vita da ferite indelebili. Le leggi, i seminari, i convegni non saranno mai bastevoli per contrastare questo terribile fenomeno; ritengo sia fondamentale un cambio culturale e, dunque, interventi nelle scuole, perché le ragazze ed i ragazzi possano crescere rispettandosi reciprocamente, abiurando le discriminazioni di ogni tipo e con la consapevolezza che qualsiasi atto violento è sinonimo di viltà e di debolezza”.

“Ho letto – è la riflessione di Botta – molte notizie per questo 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne; ho anche sbirciato qua e là sui tanti social-network e, ancora una volta, osservo con disappunto che tutti i comunicati stampa sono ad opera di donne: non uno fatto da un uomo. La violenza contro le donne sembra essere un problema solo di donne; questo triste fenomeno riguarda soprattutto gli uomini e mi piacerebbe davvero leggere che possiamo trovarceli accanto in una lunga e difficile battaglia culturale in Basilicata e ovunque nel Mondo”.

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