Il Presidente della Regione, Vito Bardi, è stato ufficialmente nominato tra i nove membri effettivi della delegazione italiana presso il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa (Cplre).
Il rinnovo dell’organico, reso necessario dalla scadenza del mandato fissata per il 31 marzo 2026, proietta la Basilicata in un consesso di rilievo internazionale. Il Cplre non è solo un’assemblea politica paneuropea; è la voce di oltre 200.000 collettività sparse tra i 47 Stati membri. Con i suoi 648 rappresentanti, l’organismo ha il compito cruciale di vigilare sull’autonomia locale, promuovere il decentramento e alimentare quella cooperazione transfrontaliera che è linfa vitale per le regioni che vogliono contare di più.
La nomina di Bardi, che resterà in carica per i prossimi cinque anni (fino a marzo 2031) rappresenta un riconoscimento non solo alla figura istituzionale, ma al ruolo strategico che la Basilicata intende giocare nelle politiche di governance europea.
“Entrare a far parte dei nove rappresentanti delle Regioni italiane nel Consiglio d’Europa – sottolinea Bardi – significa portare le istanze della Basilicata direttamente sui tavoli dove si scrive il futuro dell’autonomia e della sussidiarietà.
In un momento storico in cui il dialogo tra il locale e il globale è fondamentale – aggiunge il Presidente – lavorerò per rafforzare i processi di regionalizzazione e per fare in modo che la nostra regione sia protagonista nei percorsi di cooperazione transfrontaliera. L’Europa dei popoli passa inevitabilmente per l’Europa dei territori: difenderne l’autonomia e migliorarne la governance sono gli impegni che porterò a Strasburgo con determinazione fino al 2031”.
Il Congresso dei Poteri Locali e Regionali è l’organo del Consiglio d’Europa incaricato di garantire il rispetto dei principi sanciti dalla Carta europea dell’autonomia locale. La delegazione italiana è composta da 18 rappresentanti effettivi (e altrettanti supplenti), equamente suddivisi tra Comuni e Regioni. I membri sono tutti titolari di un mandato elettivo, a conferma del legame diretto tra l’assemblea e il voto popolare.