Bankitalia, Bardi: la nostra economia tiene

Il Presidente: "I dati del dossier ci dicono che la nostra economia interna è solida, crea occupazione, spende rapidamente i fondi PNRR e vanta conti pubblici tra i più sani d'Italia. La Basilicata ha fatto i suoi compiti a casa. I venti contrari sono arrivati da fuori”.

La conferenza stampa di presentazione del rapporto di Bankitalia

“I dati macroeconomici della Basilicata nel 2025 risentono esclusivamente di un effetto ottico statistico. Al netto della transizione automobilistica e delle quote energetiche internazionali – dinamiche che si decidono a Detroit, Parigi o nei vertici OPEC+ e non a Potenza – la nostra economia interna è solida, crea occupazione, spende rapidamente i fondi PNRR e vanta conti pubblici tra i più sani d’Italia. La Basilicata ha fatto i suoi compiti a casa. I venti contrari sono arrivati da fuori”.
Con queste parole il Presidente della Regione, Vito Bardi, commenta il Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale presentato oggi, delineando una linea di lettura rigorosa che separa l’impatto dei giganti industriali globali dalla reale e diffusa tenuta del tessuto economico locale.
Il dato complessivo registra una lieve e fisiologica contrazione dell’attività economica regionale (-0,2%), ampiamente spiegata dal peso statistico che la grande industria globalizzata esercita sulla nostra regione. La Basilicata, infatti, ha la più alta incidenza in Italia di valore aggiunto della filiera automotive sul settore privato (11,4%). Il crollo del 47,2% della produzione a Melfi nel 2025 non è imputabile al sistema-Regione, ma al congelamento temporaneo dello stabilimento Stellantis per il cambio dei modelli e alle strategie globali di transizione all’elettrico, unite al rallentamento del mercato automobilistico europeo. Lo stesso principio si applica al comparto energetico, dove il calo delle royalties (scese a 120 milioni nel 2025) è il risultato diretto delle fluttuazioni dei prezzi internazionali delle materie prime e delle quote estrattive globali. La Regione è un recettore passivo di queste dinamiche. “Quando i grandi player globali rallentano per riorganizzarsi – spiega Bardi – una piccola economia aperta come la nostra subisce inevitabilmente un contraccolpo statistico. Non siamo di fronte a una crisi del “Sistema Basilicata”, ma a un anno di transizione industriale esogeno. Al contrario, laddove la programmazione e l’amministrazione regionale hanno un impatto diretto – aggiunge il Presidente – gli indicatori di Bankitalia mostrano buone performance. Il comparto delle costruzioni è cresciuto del 2,2%, trainato dall’accelerazione della spesa per le opere pubbliche e dall’ottima messa a terra dei progetti PNRR da parte degli enti locali. Un successo amministrativo certificato anche dalla solidità finanziaria dell’ente: la Basilicata vanta un debito pubblico pro capite di appena 882 euro, enormemente inferiore alla media nazionale di 1.342 euro, ed è in ulteriore calo. Questa è la dimostrazione di una gestione amministrativa sana, virtuosa e responsabile delle risorse dei lucani”.
Nonostante la “tempesta perfetta” nel settore industriale, le politiche attive della Regione e la resilienza della micro-imprenditorialità locale hanno permesso all’occupazione di crescere dell’1,6% (il doppio della media nazionale), portando il tasso di occupazione al 57,4%, con un eccellente recupero della componente femminile. “Il rapporto della Banca d’Italia – continua Bardi – conferma l’efficacia delle strategie regionali di diversificazione economica volte a slegare il territorio dalla dipendenza esclusiva da petrolio e auto. Il turismo si attesta come uno dei settori più dinamici: nel solo 2025 gli arrivi sono aumentati del 12,4% e le presenze del 10%, con un balzo straordinario della componente internazionale (+26,3%) e un forte processo di destagionalizzazione. Se guardiamo a lungo termine, nell’ultimo decennio gli arrivi sono cresciuti del 59%, con il raddoppio dei turisti stranieri. Matera, con una crescita del valore aggiunto post-pandemia del +5,1% focalizzata su cultura e servizi, dimostra che la valorizzazione del territorio sta funzionando e sta creando un secondo motore economico strutturale. Parallelamente – puntualizza il Presidente – l’agroalimentare lucano si impone sui mercati esteri: le esportazioni del settore sono più che raddoppiate negli ultimi anni, arrivando a rappresentare il 20% dell’export regionale complessivo rispetto al misero 3% registrato nel 2019. Una crescita che testimonia la competitività delle nostre produzioni”.
Bardi rileva come il tessuto imprenditoriale lucano sia sano: “La maggior parte delle imprese chiude i bilanci in utile o pareggio, la liquidità c’è, i debiti si riducono e il risparmio finanziario delle famiglie è in crescita. La fotografia di Bankitalia non è quella di una regione in difficoltà strutturale, ma di un territorio che sta affrontando a testa alta e con i conti in ordine una transizione epocale guidata da dinamiche globali. Restiamo vigili e al fianco dei lavoratori dei comparti industriali, forti del fatto – conclude Bardi – che le fondamenta della Basilicata sono stabili e pronte a raccogliere i frutti della ripartenza delle grandi produzioni”.

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