Alsia, a Udine confronto tra Agenzie Anarsia

Si è conclusa il 12 dicembre la tre giorni di studi i “Dialoghi Anarsia – Esperienze e conoscenza a confronto: Crediti di carbonio e vitigni resistenti”, promossa da Anarsia –Associazione nazionale tra le agenzie e gli enti regionali per lo sviluppo e l’innovazione agronomiche e forestali.

Si è conclusa il 12 dicembre la tre giorni di studi i “Dialoghi Anarsia – Esperienze e conoscenza a confronto: Crediti di carbonio e vitigni resistenti”, promossa da Anarsia – Associazione nazionale tra le agenzie e gli enti regionali per lo sviluppo e l’innovazione agronomiche e forestali. L’iniziativa, ospitata nei locali della Regione Friuli Venezia Giulia a Udine e presso il Vivaio Cooperativo Rauscedo, in provincia di Pordenone, ha riunito esperti, tecnici e rappresentanti delle agenzie regionali per affrontare alcuni dei temi più attuali per il settore agroforestale italiano.

A fare gli onori di casa – spiega l’Alsia  –  sono stati il presidente Anarsia, Giacomo Guastella, responsabile dell’Agenzia del Lazio, e Mauro Viti, direttore dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia, che hanno sottolineato come l’incontro tra esperienze territoriali e competenze tecnico-scientifiche sia oggi fondamentale per supportare imprese e istituzioni nelle sfide poste dall’agricoltura contemporanea.

L’intervento del direttore dell’Alsia, Michele Blasi, oltre a portare il saluto dell’Agenzia lucana e il ringraziamento agli organizzatori per l’elevata qualità scientifica e operativa dell’evento si è incentrato sull’illustrazione del programma del prossimo incontro Anarsia che si svolgerà, nella primavera 2026, proprio in Basilicata, sottolineando, in particolare, come il territorio lucano rappresenti un contesto ideale per approfondire il ruolo delle agenzie nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità, con particolare attenzione a quelli a denominazione di origine. “Credo sia fondamentale – ha affermato Blasi – rafforzare la collaborazione tra agenzie e consorzi di tutela per garantire competitività e riconoscibilità ai nostri prodotti tipici. La Basilicata può offrire un esempio concreto di come le politiche del dipartimento agricoltura lucano possano sostenere la qualità e l’innovazione agroalimentare.”

La prima parte dei dialoghi è stata dedicata al carbon farming, con un focus su normativa, certificazione, sistemi di quantificazione e trading dei crediti di carbonio. Gli esperti hanno discusso le opportunità di valorizzazione dei crediti come leva economica per le aziende agroforestali, sottolineando l’importanza di strumenti chiari e condivisi.

Ampio spazio è stato riservato, anche, ai vitigni resistenti PIWI, varietà di vite innovative, risultato di incroci tra Vitis vinifera europea e altre specie, sviluppate per essere naturalmente resistenti a malattie fungine come oidio e peronospora, riducendo drasticamente la necessità di trattamenti chimici e rendendo la viticoltura più sostenibile e biologica.

L’appuntamento di Udine – sottolinea l’Alsia –  ha confermato quanto il confronto diretto tra le agenzie di sviluppo agricolo rappresenti un valore strategico per tutto il sistema agroalimentare nazionale. Solo attraverso un dialogo costante, la condivisione delle esperienze territoriali e la messa in rete delle migliori pratiche è possibile dare risposte efficaci alle sfide poste dai cambiamenti climatici, dall’innovazione tecnologica e dalla transizione ecologica. In questo percorso, Alsia si propone come attore centrale, capace di coniugare competenze tecniche, conoscenza del territorio e capacità di trasferimento dell’innovazione alle imprese agricole. L’incontro che si terrà in Basilicata nella prossima primavera sarà un’occasione decisiva per approfondire ulteriormente il ruolo delle agenzie nella valorizzazione delle produzioni di qualità e per rafforzare collaborazioni e progettualità comuni. Un appuntamento che, nelle intenzioni di Anarsia e delle agenzie coinvolte, mira a consolidare una rete nazionale sempre più coesa, preparata e orientata al futuro dell’agricoltura italiana.

    Condividi l'articolo su: