Aadi Pz su riorganizzazione Pronto soccorso Osp. San Carlo

L’Aadi interviene sulla riorganizzazione del servizio di Pronto soccorso dell'Ospedale San Carlo di Potenza. “In data 01/03/16 doveva  partire – dichiara in un comunicato il segretario provinciale Aadi Lorenzo Pace – il provvedimento urgente delle fast-track sul triage infermieristico”, “un modello di risposta assistenziale alle urgenze minori che si presentano in pronto soccorso, che permette all’infermiere di triage in autonomia, dopo aver valutato e accertato il bisogno di salute dell’utente, di inviare  direttamente allo specialista competente pazienti che, presentano un quadro di patologia minore con chiara pertinenza mono-specialistica, per assolvere in parte oggettive e preoccupanti criticità che minano  conseguenzialmente la risposta sanitaria a circa 140 prestazioni nell’arco delle 24”.
Il provvedimento stato “voluto e condiviso dal Dott. Maglietta, attento ad un reparto d’urgenza peculiare e particolarmente in rilievo per la popolazione  sia cittadina  che regionale”.
“Ma nulla di fatto, questo ritardo non ha una spiegazione – continua Pace – e quindi ne chiediamo pubblicamente giustificazioni”, in quanto “l’Ospedale regionale ha un compito essenziale nel raccordo di una rete strutturale del Servizio sanitario locale essendo un Dipartimento d’Emergenza e Accettazione (Dea) di secondo livello specialistico.
“L’Aadi – ribadisce Pace – vigilerà sull’operato del San Carlo nell’interesse di tutta una comunità  che per condizioni demografiche è costituita  da un numero crescente di persone anziane e quindi sempre più bisognose di cure a vario titolo, invita pertanto a considerare sempre più il Pronto Soccorso come nodo cruciale di un percorso di cura e prevenzione dello stato di salute della pubblica incolumità.
Infine va fatto plauso a tutto il personale attestato al Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza che, con spirito di abnegazione e profonda consapevolezza di un ruolo impegnativo, ogni giorno esprime grande professionalità a vario titolo, pur considerando ancora l’insoluto problema delle Osservazioni brevi intensive (Obi), troppo spesso in sovrannumero  a fronte del normale percorso di ospedalizzazione  o dimissione dei pazienti”.

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