Nardiello (Pdci-Fds) si scusa con De Filippo

“Non avevo alcuna intenzione di offendere il Presidente della Giunta Regionale, ma più semplicemente di lanciare, in occasione del congresso della FdS, un ennesimo messaggio forte nell’interesse del centrosinistra e del popolo lucano. Sono pronto, tuttavia, a chiedere scusa pubblicamente a De Filippo, come ho già fatto nel corso di una conversazione telefonica, soprattutto per evitare di far passare un congresso che ha segnato una svolta per la sinistra comunista della nostra regione solo ed esclusivamente come il congresso della parolaccia”. E’ quanto sostiene Giacomo Nardiello, componente della segreteria regionale e della direzione nazionale del Pdci-FdS.
“Mi sono fatto prendere da quella passione politica che è stato ed è tuttora – aggiunge – motivo autentico della mia vita. Vorrei comunque ricordare che i comportamenti della sinistra comunista, per quanto mi riguarda in due legislature e nell’ultima insieme alla Simonetti, sono stati sempre improntati nei fatti alla responsabilità, al punto da salvare, in più occasioni, la giunta regionale quando consiglieri di maggioranza uscivano dall’aula per non votare. Responsabilità e rispetto delle istituzioni sono valori da sempre nell’etica dei comunisti che su questo non accettano lezioni da nessuno.
Dunque – continua Nardiello – al di là del linguaggio usato non vanno sottovalutati due aspetti politici: c’è un popolo – quello della sinistra – che incarna un diffuso malessere sociale e popolare (tanti della sinistra mi hanno confermato che pronuncerebbero quella parolaccia) e rivendica il rispetto del programma del centrosinistra a cui ha contribuito attraverso una maggiore attenzione ai problemi sociali e del lavoro; la politica non può fermarsi alla formalità e ai vecchi riti ma deve diventare sempre più partecipazione, passione e servizio.
Senza perciò scomodare personaggi storici come il generale francese Cambronne che, per qualcuno, solo perché la parolaccia l’ha pronunciata contro i generali inglesi sarebbe più fine di me, riconosco – continua Nardiello – che in politica deve prevalere il rispetto, quello stesso rispetto non formale che la sinistra comunista continua a rivendicare per dare risposte efficaci ai problemi della gente, in quanto la sinistra alternativa-antagonista non può essere considerata una sorta di riserva indiana e tanto meno una terra di icone pop (per me significa popolari), quasi si trattasse di politici di serie b perché “meno fini” ”.
bas 02

    Condividi l'articolo su: