Manifestazione Libera: Digilio (Fli), perché non ci sono

“Non ho partecipato alla manifestazione di Libera non certo perché non credo nella lotta alla mafia e all’illegalità, ma più semplicemente perchè la mafia non è un’entità astratta o quella che si racconta nei films e nelle fiction televisive, ma una cultura di governo e di rapporti con i cittadini. Insomma la mafia che combatteva Paolo Borsellino era quella, purtroppo ancora viva, dei “colletti bianchi”, dell’intreccio di affari e scambi (di voti) con la politica, di clientelismi e favoritismi. Un messaggio civile che tocca da vicino e direttamente il Palazzo solo a pochi metri dalla manifestazione di Libera che non è immune dalla “lezione Borsellino”. Lo ha detto, in un comunicato stampa, il coordinatore regionale di Fli, Egidio Digilio.
"Dunque, se l’etica pubblica è fondamento di ogni azione politica, una sorta di “buona educazione” civile, in cui i diritti di tutti sono l’altra faccia dei doveri di ciascuno, la società italiana come diorettamente quella lucana hanno bisogno di esempi e di comportamenti responsabili, rispettosi delle istituzioni e di un autentico senso dello Stato.
La legalità non è un totem e non è un tabù, non è un orpello ideologico né un concetto giudiziario, ma è la condizione – la sola e necessaria – in cui una società civile possa vivere e prosperare.
E senza scomodare i sociologi è il malessere sociale il terreno privilegiato della mafia per arruolare manovalanza, dirottare voti, condizionare il potere e gestire la Pubblica Amministrazione come risorse strategiche".
bas 02

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