Lavoro, Napoli: situazione al limite del collasso

Il consigliere del Pdl è intervenuto in merito all’incontro odierno tra Giunta e Sindacati

“La Giunta – sostiene Napoli – fa registrare pesanti limiti per quanto riguarda la tutela degli interessi economici e produttivi della regione, come invocato dall’intero territorio.Uno sguardo attento sul panorama regionale, infatti, evidenzia il profondo stato di crisi in cui versano tutti i settori dell’economia lucana e mette a nudo la mancanza di programmazione frutto eclatante di una incapacità di gestione della cosa pubblica ormai da ritenere quasi congenita, considerando i tanti anni di amministrazione del centro-sinistra. L’allarme rosso lanciato dalle organizzazioni dei lavoratori – continua Napèoli – la dice lunga su quanto sia superficiale l’interesse di chi ci governa nei riguardi del mondo produttivo, vale a dire del futuro stesso dell’economia regionale. Una situazione preoccupante e drammatica – sottolinea Napoli – tale da far richiedere alle organizzazioni sindacali un incontro con il Presidente della Giunta per stimolare il Governo regionale ad operare, finalmente, in maniera incisiva sulle troppe questioni aperte”.

“Un territorio devastato da disoccupazione e cassa integrazione – afferma il consigliere del Pdl – limitato a priori dalla difficoltà di contatto e di interscambio non solo con il resto dell’Italia, ma anche con le regioni limitrofe. Le richieste formulate dalle organizzazioni sindacali sono in linea con le denunce che l’opposizione avanza da tempo e pongono in rilievo con forza l’assoluta assenza di iniziative atte a rimuovere lo stato di impasse proprio di un atteggiamento discutibile e controproducente per la crescita della Basilicata. L’operato della Giunta non raccoglie consensi, se non in quelle sacche di clientelismo che ha saputo coltivare per la conservazione del potere. Ma la gestione è tutt’altra cosa, ed è sotto gli occhi dell’intera comunità lucana il fallimento di una politica che si autoreferenzia e che parla di sviluppo e di crescita ignorando, non sappiamo più o meno consapevolmente, che la situazione è al limite del collasso”.

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