Latronico sull’approvazione del Ddl sui caregiver

L'assessore: "Rappresenta un passaggio importante e atteso, che interviene su una condizione rimasta a lungo priva di un riconoscimento giuridico. È un segnale concreto verso migliaia di persone che, anche in Basilicata, garantiscono ogni giorno assistenza e cura ai propri familiari".

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L'assessore regionale Cosimo Latronico

“L’approvazione, da parte del Governo, del disegno di legge sui caregiver familiari rappresenta un passaggio importante e atteso, che interviene su una condizione rimasta troppo a lungo priva di un riconoscimento giuridico. È un segnale concreto verso migliaia di persone che, anche in Basilicata, garantiscono ogni giorno assistenza e cura all’interno delle famiglie. Il provvedimento introduce un quadro normativo chiaro e finalmente unitario, fondato su una definizione univoca del caregiver familiare e su un sistema di tutele che comprende il riconoscimento giuridico del ruolo, l’accesso prioritario ai servizi, misure di sostegno economico e strumenti di conciliazione tra attività di cura, lavoro e vita personale, oltre a specifiche garanzie in ambito previdenziale e assicurativo. Un’impostazione che consente di superare l’approccio frammentario del passato e di rendere strutturale la tutela dei caregiver. Particolarmente rilevante è la previsione di risorse stabili e dedicate, condizione essenziale per l’effettiva attuazione della norma e per rafforzare le politiche di welfare, favorendo una reale integrazione tra interventi sociali e sanitari.

Per la Basilicata, questo disegno di legge rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il ruolo dei caregiver all’interno delle reti territoriali di assistenza e per consolidare un modello di welfare di prossimità, coerente con le riforme nazionali, con gli investimenti del PNRR e con il percorso regionale di integrazione tra sanità e politiche sociali. La fase parlamentare sarà ora decisiva per rafforzare ulteriormente il testo, mantenendo fermo l’obiettivo di garantire risposte efficaci e durature ai caregiver familiari, soprattutto nei territori più piccoli e interni, dove il ruolo della cura familiare è spesso determinante per la tenuta sociale delle comunità”.

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