“Ci fa piacere che anche il Segretario della Cisl FP si sia accorto dei danni prodotto dalla legge Brunetta”. Lo afferma, in una nota, la Funzione Pubblica Cgil, che “ha da sempre contrastato l’applicazione della legge Brunetta in tutte le Amministrazioni Pubbliche ritenendo la stessa incostituzionale, tant’è che a riprova di ciò ci sono numerose sentenze. Ne sono anche testimonianza, a livello locale, i numerosi interventi che la Funzione Pubblica ha prodotto presso gli enti per contrastare l’adozione dei regolamenti di attuazione del decreto legislativo 150/2009.
La Cisl ha preferito sposare una politica di adeguamento rispetto alle scelte del Governo e ha prodotto seri danni ai lavoratori. Ora la Cisl si accorge che questa politica della convenienza non ha portato nessun risultato? Ora, per caso, si accorge – continua la nota – che alla fine ha seriamente compromesso le condizioni dei lavoratori e cerca di mettere le pezze farneticando ed invocando l’applicazione dell’accordo le 4 febbraio?
E’ bene chiarire che il mantenimento dei livelli di produttività, considerato anche le minori risorse disponibili sui fondi contrattuali a causa del finanziamento delle progressioni economiche realizzate in molti enti l’anno scorso, potrebbero essere garantiti solo se gli enti fossero nella condizione di mettere risorse aggiuntive, cosa impedita dall’art. 9 della legge 122/2010. Quindi? Cosa facciamo? Ci accorgiamo adesso che una legge non ci piace e blocchiamo la contrattazione negli enti impedendo la distribuzione del salario accessorio solo perché qualcuno non sa come spiegarlo ai lavoratori?
Invece di procedere con proclami e chiacchere, la Cisl – conclude il sindacato – dovrebbe seriamente fare una riflessione sui danni che ha prodotto, e che continua a produrre con la sua condotta filo governativa”.
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