Il consigliere Mpa nella discussione sulla Finanziaria ed il relativo bilancio ha evidenziato come “i problemi della comunità lucana e delle imprese non trovano risposte e sostegno da parte dell’attuale Governo regionale”
“Tanti sono i problemi che la gente vive sulla propria pelle – ha affermato Mollica – e non ci si può giustificare adducendo la responsabilità ai tagli operati dal Governo centrale, considerando che si è fatto ricorso alle royalties anche in periodi politicamente diversi. La politica di rigore più volte enunciata dal Presidente viene contraddetta puntualmente, vedi ultima delibera di Giunta con la quale si nominano i dirigenti, attingendo non dal personale di ruolo degli Enti attualmente in fase di dismissione, come le Comunità locali, ma aggiungendo unità con relativo aggravio di spesa, non considerando l’esubero che inevitabilmente né deriverà. Il malessere da me evidenziato – ha aggiunto Mollica – è motivo anche delle non coesione della maggioranza stessa di questo Governo come ho già avuto modo di esplicitare in altri comunicati. Dunque, una finanziaria piena di compromessi e contraddizioni dove si assiste puntualmente al mercimonio degli emendamenti e di alcuni interessi dei consiglieri”.
“Un bilancio e una finanziaria – a parere di Mollica – senza anima, tolto l’articolo sugli Lsu e, pur volendo aderire alla richiesta di collaborazione del presidente De Filippo, mi rendo conto che per uscire dalla situazione attuale c’è bisogno di fatti e non di sole intenzioni, portando in Finanziaria tutti i crismi del rigore che la situazione attuale ci impone, conciliando i freddi numeri con i bisogni della Basilicata e della gente lucana, adattando le risorse alle necessità senza scomodare gli autorevoli economisti autori dei libri donatici come strenna natalizia. Personalmente – ha concluso Mollica – ho collaborato e continuerò a farlo, per il bene della Basilicata, con la stesura di diversi emendamenti tra cui il digitale terrestre, per dare attuazione al passaggio dal segnale analogico al digitale terrestre e uno di modifica dell’articolo 10 della legge regionale n. 31 del 2008 in modo da fornire una base di certezza di diritto che possa consentire ai tanti operatori del settore energetico, tra cui un congruo numero di imprese agricole, di realizzare gli impianti progettati”.