Autilio (Idv) su 150esimo Unità Italia e legalità

Per il vicepresidente del Consiglio regionale “da messaggio presidente Napolitano e ‘giornata di Libera’ nuove responsabilità per la classe dirigente meridionale”

“E’ di straordinaria importanza e attualità il richiamo autorevole del Presidente della Repubblica all’irrisolta ‘questione meridionale’, anche se non ci ha colti di sorpresa, in quanto è dal 2006, dall’elezione come undicesimo presidente della Repubblica, che Giorgio Napolitano ha via via tessuto un discorso forte e argomentato sul Sud e sull’Unità d’Italia, sfidando luoghi comuni e semplificazioni e rivelando un’attenzione continua, non banale, moderna al tema del divario tra Nord e Sud”. E’ il commento di Antonio Autilio (IdV), vice presidente del Consiglio regionale, che ieri alla Camera dei Deputati ha rappresentato il Consiglio nella celebrazione solenne per i 150 anni dell’Unità di Italia.

“Per le classi dirigenti meridionali – aggiunge Autilio – quello di Napolitano è un ulteriore motivo di responsabilizzazione proprio come il richiamo contenuto nel suo intervento, nel 2009, quando partecipò a Rionero in Vulture alle manifestazioni storiche dedicate a Giustino Fortunato. Un monito che ci sprona a rafforzare impegno e qualità di impegno nella consapevolezza della nuova pagina storica che il Paese e il Mezzogiorno si apprestano a vivere con il federalismo. Per rafforzare l’unità nazionale – sostiene Autilio – il federalismo non può ridursi ad un insieme di norme finanziarie ma deve puntare, cogliendo la lezione storica dei 150 anni di vita del Paese, alla coesione sociale tra le Regioni e le comunità regionali”. “Federalismo dunque – afferma Autilio – come strumento che rafforzi l'unità, e non il suo contrario, e Carta costituzionale come base ancora valida per dettare le regole del vivere comune e passibile di qualche modifica, ma condivisa. E per il futuro, occupazione giovanile e Mezzogiorno come sfide più importanti da superare, ma a patto che si ritrovi lo spirito unitario che è cemento nazionale”.

“Credo – continua il vice presidente del Consiglio Regionale – che questo possa essere il migliore messaggio che affidiamo alle giovani generazioni soprattutto meridionali che domani a Potenza saranno gli autentici protagonisti della XVI Giornata della Memoria e dell’impegno organizzata da Libera, perché, come sostiene don Ciotti, il sacrificio delle vittime di mafia e criminalità è un preziosissimo tributo di sangue alla costruzione dell’Unità di Italia e la loro memoria, come per i patrioti, va rinnovata e trasmessa ai giovani. Senza legalità non ci può essere sviluppo specie al Sud. Ma – prosegue – la legalità è soprattutto un problema culturale e come tale deve entrare nelle aule scolastiche per formare i giovani, mentre è compito della politica spezzare la spirale dell’assistenzialismo ed accrescere la trasparenza amministrativa. Il punto di riferimento è la ‘carta di Lamezia Terme’ dei sindaci del Sud che ribadisce che le amministrazioni locali sono in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata. Vorrei ricordare che i sindaci chiedono, da tempo, al Governo, e in particolare al ministro dell'Interno e al ministro di Grazia e Giustizia, tra l’altro, di: emanare un decreto legge che perimetri e riqualifichi il potere di ordinanza dei Sindaci sulla sicurezza urbana; istituire un tavolo per la realizzazione di interventi diffusi a favore della legalità, Osservatori locali sulla legalità ed istituzione di un Premio sulla legalità per il miglior progetto di valorizzazione e sviluppo del territorio dedicato ad Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica; lanciare una Campagna nazionale per il sostegno e la realizzazione dei piccoli impianti sportivi, 1000 campetti di Calcio e Basket per la legalità e relativo Protocollo d'intesa con il Credito Sportivo”.

“Un primo segnale importante – continua ancora Autilio – il Consiglio regionale lo ha dato con l’approvazione dell'Anagrafe degli amministratori. Abbiamo però ancora molta strada da fare per aprire ai cittadini porte e finestre dei ‘Palazzi’, mettendo a disposizione in maniera organica tutte le informazioni disponibili nei vari uffici e rendendole consultabili on line per una maggiore garanzia di trasparenza e di buona amministrazione. Infine, nella Giornata della Memoria e dell’Impegno condividiamo le priorità individuate da sindacati e forze imprenditoriali quali il rafforzamento della sicurezza e della legalità, con un protocollo d'intesa tra ministero degli Interni e parti sociali e un piano straordinario di lotta al lavoro sommerso. Ritengo – conclude – che la sfida per una società più giusta non si conduce solo nelle aule dei tribunali, ma comincia nella vita quotidiana perché senza legalità non ci può essere sviluppo. Penso che la crescita dei territori e la coesione sociale siano due obiettivi da raggiungere con urgenza. E sono certo che potremo dare un contributo importante perché come amministratori regionali e locali siamo impegnati in prima persona e teniamo più di chiunque alla rinascita delle nostre terre e delle nostre comunità”.

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