Pino Quartullo spiega il “suo” San Francesco

L'attore-regista ha firmato lo spettacolo "Il viaggio di Francesco". Una delle tappe lucane si è tenuta nella Cattedrale di Acerenza all’interno del progetto "Fantastico Medioevo", evento promosso con la collaborazione della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e dell’Arcidiocesi di Acerenza.

Si è concluso a Genzano di Lucania il tour dello spettacolo “Il Viaggio di Francesco” firmato da Pino Quartullo. Una delle tappe si è tenuta nella Cattedrale di Acerenza organizzata nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo, promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. L’evento è nato dalla collaborazione della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e dell’Arcidiocesi di Acerenza.
Ospite della puntata di Caleidoscopio c’è proprio Pino Quartullo che spiega la genesi del suo progetto teatrale incentrato sulla figura di San Francesco. La narrazione si è focalizzata sul rientro del protagonista dalla Terra Santa, meta raggiunta nel tentativo di gettare un ponte pacifico tra le diverse religioni. Sullo sfondo, la crisi del gruppo iniziale di compagni, ormai trasformato in un ordine di migliaia di frati provati dalla severità della Regola e distanti dalla guida carismatica del fondatore. Piegato dalla malattia, Francesco si è così ritirato con pochi seguaci in un eremo nascosto tra le asperità dei monti della Verna per ritrovare il silenzio e la vicinanza a Dio, attraversando un’intensa esperienza di buio della fede. Nel contatto con una natura aspra, il Santo è giunto al momento culminante del dolore della croce con l’impressione delle stimmate, evento da cui ha tratto origine il Cantico delle Creature, riconosciuto come prima opera letteraria in lingua volgare italiana. Un percorso segnato dal profondo dubbio umano di aver frainteso l’apparente silenzio divino.

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