La prevenzione sismica passa dalla conoscenza approfondita del territorio. Con questo obiettivo la Direzione generale Infrastrutture della Regione Basilicata ha approvato una determinazione che assegna 1 milione e 231 mila euro di fondi statali della Protezione civile nazionale per la realizzazione di studi di microzonazione sismica di secondo e terzo livello in 54 Comuni lucani.
“È un provvedimento che rafforza in modo concreto la capacità dei territori di pianificare il proprio sviluppo tenendo conto del rischio sismico – sottolinea il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe –. Non parliamo di interventi emergenziali, ma di prevenzione strutturata, fondata su dati scientifici e su una conoscenza puntuale del territorio”.
La microzonazione sismica è uno strumento tecnico-scientifico che analizza come un terremoto possa produrre effetti differenti anche all’interno di uno stesso centro abitato, in funzione delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche dei terreni. Consente di individuare le aree in cui le onde sismiche possono amplificarsi, dove possono verificarsi instabilità o dove il rischio di danni è maggiore.
Gli studi si articolano in livelli crescenti di approfondimento
Il primo livello (MS1) ha carattere ricognitivo ed è basato su dati già disponibili. Il secondo livello (MS2) introduce indagini geologiche e geofisiche mirate. Il terzo livello (MS3) rappresenta l’analisi più avanzata, fondata su modellazioni numeriche complesse, particolarmente utili per la pianificazione urbanistica e per la gestione delle emergenze.
I finanziamenti sono destinati a 40 Comuni che hanno completato la microzonazione di primo livello e a 14 che hanno già sviluppato quella di secondo livello. Questi requisiti erano indispensabili per accedere alle fasi successive. In totale sono 54 le amministrazioni comunali beneficiarie, con contributi differenziati in base al tipo di studio da realizzare, ma con un obiettivo comune: rafforzare la sicurezza dei territori attraverso una conoscenza scientificamente solida del sottosuolo.
La determinazione approva anche un aspetto centrale del percorso: le regole d’ingaggio dei professionisti che saranno incaricati dai Comuni. Le convenzioni e i disciplinari sono stati definiti attraverso un lavoro condiviso che ha coinvolto l’Ufficio regionale Politiche integrate per la sicurezza, i controlli e la prevenzione sismica, il CNR e l’Ordine dei Geologi, assicurando omogeneità delle procedure, qualità tecnica e trasparenza.
“Abbiamo voluto accompagnare i Comuni anche nella fase operativa – evidenzia Pepe – perché la qualità degli studi dipende non solo dalle risorse stanziate, ma anche da regole chiare e condivise. Il confronto con il mondo scientifico e con l’Ordine professionale garantisce standard elevati e un approccio uniforme su tutto il territorio regionale”.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione non strutturale, orientata a ridurre i rischi prima che si verifichino gli eventi.
“Investire oggi nella microzonazione – conclude l’assessore – significa costruire basi solide per le scelte di domani, tutelando i cittadini e rendendo i nostri Comuni più attrezzati per affrontare il rischio sismico”.
Questo l’elenco dei 54 Comuni: Anzi, Armento, Atella, Avigliano, Balvano, Baragiano, Barile, Brienza, Brindisi Montagna, Calvello, Calvera, Carbone, Castel Saraceno, Castelgrande, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Corleto Perticara, Episcopia, Fardella, Grumento Nova, Laurenzana, Latronico, Lavello, Marsico Nuovo, Moliterno, Montemilone, Montemurro, Paterno, Pescopagano, Picerno, Pignola, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, Rivello, Rotonda, Ruoti, Ruvo del Monte, San Fele, San Severino Lucano, Sarconi, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania, Spinoso, Teana, Tito, Tramutola, Trecchina, Trivigno, Vaglio di Basilicata, Vietri di Potenza, Viggianello, Viggiano.