Castelluccio su ultima grandinata Metapontino

Per il consigliere Pdl-Fi occorre rafforzare la protezione assicurativa: “Una soluzione proposta dal mercato assicurativo permette di tutelare il patrimonio da eventi naturali, definendo una soglia superata la quale scatta la copertura”

&ldquo;I titolari delle aziende agricole che hanno subito nella giornata del 24, in alcune aree del metapontino, danni ingenti per effetto dell&#39;ennesima violenta grandinata della primavera-estate (appena iniziata) 2015, devono sapere che, secondo i dati circolati con il decreto agricoltura approvato alla Camera, mentre per gli indennizzi la quota comunitaria del Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) &egrave; presente, a mancare &egrave; la compartecipazione nazionale: dei circa 218 milioni di euro necessari al rimborso degli agricoltori, l&rsquo;Italia ha messo a disposizione poco pi&ugrave; di 93 milioni, appena sufficienti per coprire il 27% della spesa ammessa a contributo e non il 65%, come del resto disposto dalla normativa comunitaria&rdquo;.&nbsp; Lo afferma il consigliere regionale di Pdl-Fi, Paolo Castelluccio.<br /><br />&ldquo;Pertanto &ndash; prosegue l&rsquo;esponente di Fi -&nbsp; &egrave; di magra consolazione sapere che il decreto a firma del ministro Martina aumenta la dotazione del fondo di solidariet&agrave; nazionale fino a 21 milioni di euro, da destinare alle imprese colpite da eventi alluvionali, nonch&eacute; infezioni di organismi nocivi ai vegetali, con priorit&agrave; per i danni legati alla diffusione della Xylella fastidiosa, oltre al cinipide del castagno e della flavescenza dorata negli anni 2013, 2014 e 2015 se poi gli agricoltori sono scoraggiati ad investire nella gestione del rischio agricolo. A meno che i titolari delle aziende non siano in grado di sobbarcarsi da soli i costi delle polizze assicurative. In occasione di Expo 2015 il ruolo del mondo assicurativo nella gestione dei rischi connessi alla sicurezza e alla garanzia della qualit&agrave; del cibo &egrave; tornato di attualit&agrave; a partire da una migliore conoscenza&nbsp; dei rischi principali che oggi corrono le imprese del settore agricolo e agroalimentare. Tra questi, la vulnerabilit&agrave; del sistema alimentare globale rispetto a shock improvvisi, come eventi climatici catastrofici o pandemie vegetali, situazioni che possono essere aggravate dal cambiamento climatico in atto. Un tema spesso poco valutato: bench&eacute; un disastro ambientale potrebbe avere ripercussioni devastanti sulle imprese e la sicurezza alimentare continua a essere poco considerata nel mondo economico/assicurativo&rdquo;.<br /><br />&ldquo;A conferma di questo &ndash; prosegue ancora Castelluccio – i modelli utilizzati dagli assicuratori per valutare la loro solvibilit&agrave; in caso di eventi catastrofici si sono sempre focalizzati esclusivamente sugli impatti diretti e sulle immediate perdite finanziarie. Un approccio che deve invece essere superato con l&rsquo;obiettivo di identificare i rischi e i possibili impatti per le assicurazioni in materia di sicurezza alimentare. Una possibile soluzione proposta dal mercato assicurativo&nbsp; permette di tutelare il patrimonio degli assicurati da eventi naturali, definendo una soglia &ndash; il parametro &ndash; superata la quale scatta la copertura. Tale soglia pu&ograve; essere espressa, per esempio, in mm di pioggia, quantit&agrave; di grandine/minuto, percentuale di umidit&agrave;, giorni di siccit&agrave; e cos&igrave; via. Il beneficio dell&rsquo;assicurato sta nel fatto che, verificato il superamento del parametro, l&rsquo;indennizzo &egrave; praticamente immediato, accorciando notevolmente i tempi di risarcimento di una copertura tradizionale. Resta comunque il problema costi delle polizze, oggi insopportabili per i costi gi&agrave; insopportabili aziendali, da avviare a soluzione non solo a livello nazionale con il decreto agricoltura che passa al Senato dove auspichiamo alcune modifiche ma anche a livello regionale con il nuovo Psr 2014-2020 per rafforzare la rete assicurativa nelle aziende agricole lucane&rdquo;.<br />

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