"Il rinvenimento dei reperti dei corredi funerari degli Enotri, nella necropoli di Guardia Perticara, è in assoluto una delle scoperte archeologiche più importanti d’Italia". E’ quanto ha dichiarato Antonio De Siena, soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata, nel corso della cerimonia di inaugurazione della mostra “Guardia Perticara, archeologia di un centro Enotrio”, aperta ieri nel piccolo centro lucano.
A Palazzo Montano, ristrutturato e messo a nuovo in un’opera di restyling in piena armonia con il borgo in pietra, da ieri e fino al prossimo 2 giugno, con ingresso gratuito, tutti i giorni, dalle 8.00 alle 20.00, oltre 500 pezzi di grandissimo valore, tra cui copricapi femminili in bronzo, preziosissime collane di ambra, i classici tempietti votivi in terracotta, gioielli e perfino lo scheletro di un bimbo enotrio.
“Le radici dei nostri antenati, che abitarono questi territori prima ancora dei lucani, sono – ha detto il sindaco di Guardia Perticara Massimo Caporeale – un patrimonio da valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni, prima di tutto all’interno della nostra comunità. Perché solo conoscendo la storia si può trasferire all’esterno, attraverso il racconto, l’emozione e l’orgoglio di queste tracce”.
Mariano Schiavone, dirigente dell’Apt della Basilicata, ha sottolineato la valenza di una mostra che vuole travalicare i confini regionali. Franco Pesce, dirigente regionale per l’attuazione del Programma Operativo Val D’Agri, ha evidenziato come questa iniziativa sia un esempio virtuoso di come le attività culturali di pregio possano essere sostenute dai finanziamenti derivanti dalle royalties petrolifere.
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