“Abbiamo, nei giorni scorsi, dato la notizia che perfino la Regione Puglia ha dovuto rivedere i propri atti sulla materia delle tariffe a cui far riferimento per le prestazioni ambulatoriali. Abbiamo semplicemente detto la verità: ha dovuto rimuovere cioè un errore che però la Regione Basilicata non aveva fatto”. Così Michele Cataldi (Sanità Futura). “Ma al contempo – aggiunge – la Regione Puglia ha dato una scadenza al recepimento del decreto ministeriale sulle tariffe, quella del 31/12/2013. Ha cioè imposto una revisione obbligatoria a brevissimo termine del tariffario, cosa che noi abbiamo proposto alla nostra Regione senza nessun successo. E per finire la polemica sull’argomento, basterebbe andare a vedere le tariffe applicate dalla Puglia sulle prestazioni ambulatoriali nel sistema informatico e si rivelerebbe la realtà: sono quelle del tariffario del ’96 e cioè quelle più alte. Come si vede la trappola dei tecnicismi è sempre attiva”. “Per noi – ha detto Cataldi – rimane viva una verità inconfutabile, quella che non lascia spazi ai tentativi di distrazione, quella che è già scritta negli atti ufficiali di questa Regione”. “Non ci entusiasma e non ci interessa rincorrere la Regione Puglia né ci appassionano le sfere di cristallo per spiegare le contraddizioni di un sistema che fa acqua da tutte le parti e in ogni Regione” ma “ci interessa vivere – conclude – in una condizione dignitosa con il nostro lavoro e semplicemente vorremmo meno autocelebrazione e più attenzione. Se ciò avvenisse, delle polemiche ne faremmo volentieri a meno”.
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