“Ne ha costruiti di ponti l’assessore alla Salute Martorano prima di ammettere che al San Carlo qualcosa non funziona e che “se non uno ma diversi pazienti non vengono risolti nel giusto modo in una struttura sanitaria bisogna intervenire”. Adesso però non scarichiamo tutto sul prof. Des Dorides e andiamo avanti fino in fondo. Se è necessario investirò della questione la Commissione speciale del Senato di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del sistema sanitario nazionale presieduta dal sen. Marino”. E’ quanto sostiene il sen. Egidio Digilio, coordinatore regionale di Fli.
“Da una parte c’è dunque il direttore generale dell’A.O. San Carlo, che credo abbia abbondantemente finito il rodaggio e, nei giorni del mese i cui è nel suo ufficio, attraverso lo studio delle carte, ha avuto il tempo di farsi un quadro completo dei problemi della più grande struttura ospedaliera regionale, anche se, forse, non ha trovato ancora il tempo di girare nei reparti ed incontrare il personale e i degenti. Dall’altra, ci sono le direzioni sanitaria ed amministrativa, guidate anch’esse da grandi esperti, che pure un’idea dovrebbero averla sui “limiti” riconosciuti dall’assessore Martorano, sia pure sotto l’onda emotiva di un caso celebre di paziente emigrato. Ci sono poi compiti e funzioni che appartengono al Dipartimento Sanità che non possono essere delegati a nessuno e per il San Carlo riguardano decisioni politiche non più rinviabili a partire dalla necessità di scegliere se e quali Dipartimenti-Unità Operative specialistici, tra tutti Cardiochirurgia e Neuroradiologia, devono continuare ad essere operativi offrendo il massimo di garanzia per i pazienti oppure, come qualcuno autorevolmente, perché conosce bene dall’interno fatti e misfatti del San Carlo, propone, tanto vale definire convenzioni con Ospedali e Centri specializzati extraregionali. La riduzione di 6 milioni di euro di spesa sanitaria regionale per le fughe dei lucani che vanno a ricoverarsi e curarsi altrove – dice Digilio – non può essere una medaglia che Martorano si appunta alla giacca se poi il virtuosismo si paga sulla pelle dei cittadini. Io sono convinto che disponiamo di attrezzature d’avanguardia e di professionalità di primo ordine, magari che hanno bisogno di fare più pratica ed aggiornamento, e che quindi i problemi vanno individuati altrove.
Questo anche per affermare il principio che non tutti gli “scienziati” o “salvatori della Patria” vengono da fuori regione e che quindi non è più tempo che le professionalità lucane siano destinate ad avere ruoli subalterni o a trovare altrove la possibilità di coronare legittime aspirazioni professionali. Il mio intendimento – sottolinea ancora Digilio – assolvendo un mandato politico-istituzionale, è quello di contribuire ad individuare le soluzioni migliori perché il San Carlo, come è ampiamente riconosciuto, ha grandi eccellenze e grandi mediocrità, con il risultato che l’ultimo caso di emigrazione sanitaria può riaccendere la “voglia” dei lucani di ricorrere ad altri ospedali, al di là della libera scelta, e mandare a carte 48 la “medaglia” di Martorano”.
BAS 05