Rete idrica, Napoli: un vero colabrodo

Per il consigliere regionale del Pdl “più della metà dell’acqua viene dispersa, contribuendo a determinare un costo che per i lucani potrebbe dimezzarsi”

“Anche l’acqua è un problema per la Basilicata. A dircelo è Cittadinanzattiva e l'indagine annuale realizzata dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe. 274 euro all’anno, tanto costa in media l’uso domestico dell’acqua alle famiglie dei due capoluoghi lucani. Un vero paradosso per una regione in cui la preziosa risorsa naturale abbonda”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale del Pdl Michele Napoli secondo il quale “il costo del servizio aumenta in maniera costante di anno in anno e le cause sono da attribuire quasi esclusivamente alla grande dispersione”.

“La rete idrica regionale – aggiunge Napoli – è un vero colabrodo considerato che, e lo si legge fra le pieghe del rapporto in questione, in Basilicata il 53 per cento dell’acqua immessa nelle condotte non raggiunge i rubinetti delle abitazioni. Più della metà del prodotto viene disperso, contribuendo a determinare un costo che per i lucani potrebbe dimezzarsi. Tuttavia, registrare percentuali di dispersione idrica così alte significa dover ammettere che per anni non si è monitorata la rete e che la solita insufficienza nella gestione della cosa pubblica ha finito e finisce per gravare sull'intera popolazione regionale. Tale circostanza impone a questo punto anche una riflessione sul ruolo di Acquedotto Lucano, sulle sue funzioni e sui benefici in favore dei cittadini. I tempi sono del resto quelli giusti, considerato che si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione e ha preso il via il nuovo corso. Un inversione di rotta appare quindi necessaria anche con riferimento alle priorità progettuali dell’ente”. “Le politiche del risparmio – conclude l’esponente del Pdl – passano attraverso scelte mirate alla risoluzioni di una emergenza, figlia anch’essa delle tante anomalie e del pressapochismo che regna in Basilicata”.

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