“Il 10 febbraio si celebra la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1945 migliaia di italiani furono uccisi dai partigiani comunisti di Tito. Catturati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, vennero imprigionati e poi gettati ancor vivi nelle cavità carsiche, chiamate foibe: militari, finanzieri, marinai, maestri elementari, impiegati comunali e minatori, la cui unica colpa era quella di essere italiani”. Così il coordinatore regionale di Giovane Italia, Nicola Riviello.
“A oltre sessant’anni dagli avvenimenti, le foibe restano ancora una strage negata, esclusa dalla coscienza nazionale anche a causa di una discutibile parzialità dei libri scolastici che troppo poco hanno fatto, nel corso degli anni, in termini di chiarezza e spiegazione di cosa si è trattato. Nella giornata del ricordo tutto questo si deve dire a chi ancora non sa, per restituire a questa tragedia la verità, proponendola come patrimonio collettivo della storia italiana”.
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