Venezia (Pdl): politica lucana in fase di stagnazione

“La Giunta De Filippo è nella incapacità di gestire in maniera adeguata la cosa pubblica perché ha completamente esaurito ogni spinta propositiva ed è ostaggio dei tanti intrighi di corte che caratterizzano il centro sinistra regionale”

“Lo stato di stagnazione in cui versa la politica lucana – afferma Venezia – oramai da troppo tempo, sta raggiungendo limiti di insopportabilità considerata la profonda e grave crisi di sistema che affligge la nostra regione. Nulla di positivo appare al nostro orizzonte, anche alla vigilia della discussione, in Consiglio regionale, della legge finanziaria per l'anno 2012, una ‘proposta’, e le virgolette sono d'obbligo, che impone alla Basilicata un percorso sempre più pericoloso e verso il basso, oggettivamente preoccupante per il suo futuro. E' sufficiente dare una rapida lettura alle centinaia di pagine proposte dalla Giunta De Filippo, per rendersi conto che il governo regionale è nella assoluta incapacità di gestire in maniera adeguata e confacente alle aspettative dei lucani la cosa pubblica perché ha completamente esaurito ogni spinta propositiva ed è ostaggio dei tanti ‘intrighi di corte’ che caratterizzano il centro sinistra regionale, Pd in testa”.

“Non riesco ad individuare altre spiegazioni per comprendere le motivazioni alla base di una sbalorditiva inefficienza del governo regionale. De Filippo ha illustrato alle commissioni regionali permanenti – ricorda Venezia – i contenuti della manovra finanziaria che, nella quasi totalità, sono la riproposizione di quelli dello scorso anno. Interventi di ripiano dei debiti delle aziende sanitarie per ulteriori 20 milioni di euro, in aggiunta ai 40 milioni spesi lo scorso anno, 24 milioni di euro per la riedizione del reddito di cittadinanza solidale ed ulteriori attività assistenziali, centinaia di milioni di euro per il trasporto pubblico su gomma, un fondo rotativo di 5 milioni per ampliamento delle discariche ( nessuna volontà politica di attivare la raccolta differenziata dei rifiuti ), oltre 20 milioni per la banda larga. Questa, in sintesi, la finanziaria di De Filippo che sul fronte delle entrate prevede un aumento della quota Irpef regionale per complessivi 13 milioni di euro, come se i lucani non fossero già sottoposti ad una tassazione spaventosa . Credo che, da quanto brevemente esposto sebbene in maniera compiuta e completa, anche al meno esperto in materia economico-finanziaria balzi immediatamente agli occhi l’assoluta mancanza di fondi destinati a sostenere lo sviluppo di una regione che, come dichiara lo stesso Presidente, è già in recessione con i suoi settori produttivi, un tempo trainanti l’economia regionale, posti all’angolo, certamente dalla grave crisi che ha investito tutto il mondo occidentale ma anche e soprattutto da una politica regionale, francamente, insussistente e, mi dispiace dirlo, superficiale, approssimativa, sprecona, culturalmente deficitaria, arretrata ed immorale che, auspicando in un sussulto di mera umanità, dovrebbe prendere in seria considerazione la sana decisione di fare il passo in dietro”.

“Come ho già detto in passato – continua Venezia – la colpa non deve essere attribuita esclusivamente a De Filippo, ma a tutto il centro sinistra lucano, a partire dal senatore a vita Emilio Colombo al quale attribuisco la infinita responsabilità di aver sradicato un’intera generazione dai campi, dall’agricoltura, che a mio avviso resta il settore principe e principale nella produzione, per trasformarla in un esercito di cassintegrati. Dalla Svizzera del Sud degli anni 70 siamo passati alla Basilicata ‘coast to coast’, in cui il mezzo di trasporto di elezione, valutato anche lo stato di arretratezza del sistema infrastrutturale, resta il carretto trainato dagli asinelli. In tutto questo disagio, caparbiamente e con profonda convinzione, continuerò ad affermare che con questo sistema politico, oligarchico e di potere fine a se stesso, noi del Pdl non abbiamo nulla a che fare e continueremo, fino all’ultimo, a convincere i lucani liberi che un’alternativa di governo, oggi in particolare, esiste ed è dotata delle idee giuste e della necessaria voglia di agire per una Basilicata diversa. Dopo l’arroccamento di De Filippo che non ha accolto nessuna delle proposte del sottoscritto e del Pdl a dimostrazione che il problema fondamentale è quello del delirio dell’onnipotenza, devo riconoscere che ha ragione chi sostiene che ‘oggi è il tempo della distruzione’ e voglio cogliere l’occasione di queste mie poche riflessioni per invitare lui e tutti i lucani di buona volontà ad incontrarci, in qualsiasi posto ed a qualsiasi ora, per progettare la nuova Basilicata, quella protagonista guidata da uomini che credono nei valori dell’onestà, della dedizione, del rispetto per l’Uomo e per la vita, al di là delle appartenenze e che, a 360 gradi, siano disposti a porsi in netto contrasto con l’attuale sistema di potere arrogante, vessatorio, discriminante, clientelare ed illiberale”.

“La Basilicata di oggi non mi piace – conclude Venezia – non ci piace per tutto quello che ho brevemente ricordato sopra ed anche perché siamo stanchi di vedere la vera casta della politica, quella dei burocrati e dei famigliari degli uomini del potere (Pd in prima linea ), ridere e vivere al meglio a dispetto della grande massa dei lucani costretti alla pena della disperazione. I tempi stringono, prima che avvenga l’irreparabile”.

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