150 anni Unità Italia, il discorso di Napoli (Pdl)

Per l’esponente del Pdl occorre “rinsaldare quel senso di appartenenza ad una comunità, quell'identità di popolo che pare sbiadita, orgogliosi di ciò che è stato fatto e con lo sguardo rivolto al futuro”

“Il mio convincimento è che questa celebrazione debba servire a noi tutti per riflettere su quello che l'unità nazionale ha rappresentato e rappresenta tuttora, oltre che occasione per trarre insegnamento da un passato che ha visto l'affermazione di alcuni valori fondanti della nostra comunità. Un aspetto questo di assoluto rilievo se solo si pensa al contesto attuale dove è possibile registrare l'esistenza di una società che oserei definire invertebrata, che non trova una sua forma, che pare aver smarrito quella coesione necessaria per conservarsi, svilupparsi, progredire. Una comunità, quella italiana, che sembra aver divorziato dalla sua storia, da quei valori e da quegli esempi che pure ci sono in una nobile storia nazionale e che paiono ormai sbiaditi. Una preoccupazione forte se solo si pensa a quella povertà ideale che si riscontra indistintamente, soprattutto nelle giovani generazioni che non sembrano trovare niente in cui credere e a cui ispirarsi”. E' il pensiero espresso dal consigliere regionale, nonché consigliere comunale della città di Potenza, Michele Napoli (Pdl), durante l’assemblea celebrativa tenutasi ieri, 17 marzo, a Potenza in Piazza Mario Pagano, a margine del Consiglio comunale.

Per il consigliere Napoli “la raggiunta unità nazionale rappresentò un vero e proprio strumento di modernizzazione politica, industriale, economica. E proprio cogliendo l'occasione offerta da questa celebrazione – afferma l'esponente del Pdl – credo occorra rinsaldare quel senso di appartenenza ad una comunità, quell'identità di popolo che pare sbiadita, orgogliosi di ciò che è stato fatto e con lo sguardo rivolto al futuro. Si parla troppo di antirisorgimento o di processi da intentare al Risorgimento o di federalismo in chiave antirisorgimentale, dimenticando che il federalismo fu, all'epoca, una opzione e che il riconoscimento e la promozione delle autonomie è parte integrante di una visione nuova dell'unità nazionale e dello Stato italiano”. “Questa circostanza così importante – ha sottolineato Napoli – deve indurci a cimentarci in uno sforzo orientato a mettere in campo ogni utile contributo che serva alla trasformazione e allo sviluppo del Mezzogiorno: perché missione fondativa dello Stato e perché condizione ed occasione essenziale per garantire all'Italia un più alto ritmo di sviluppo e maggiore livello di competitività. Perché ciò avvenga è necessaria una unità di intenti, non formale ma sostanziale, nella consapevolezza che non c'è alternativa al crescere, di più e meglio, insieme”.

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