Viva soddisfazione è stata espressa dai gruppi di maggioranza nell’assise provinciale di Potenza per l’approvazione all’unanimità, nel corso della seduta di consiglio che si è svolta ieri, della proposta di sintesi del presidente Piero Lacorazza rispetto all’ordine del giorno presentato dalla maggioranza stessa e alla mozione di alcuni consiglieri di minoranza, contro la riconversione della Centrale a biomasse del Mercure.
Sintesi che ha portato all’approvazione di una proposta unitaria con cui si ribadisce il parere sfavorevole – già espresso dall’Ente e sottolineato in più occasioni dal presidente Lacorazza e dal vicepresidente e assessore all’Ambiente Massimo Macchia – alla riconversione della Centrale e si propone la bonifica del sito che, essendo dismesso dalla metà degli anni Novanta, sminuisce fortemente la vocazione turistico-ambientale dell’area.
Secondo i gruppi di maggioranza, “la riconversione dell’impianto non rientra nell’ambito di un piano di sviluppo integrato dell’intera valle del Mercure, né appare come la soluzione di una programmazione concertata tra le comunità locali dell’area e le istituzioni provinciali e regionali di Calabria e Lucania. Inoltre, pur nella considerazione della positiva potenzialità delle biomasse – continuano gli esponenti della maggioranza – la centrale, tra le più grandi d’Italia, non è compatibile con l’alta valenza naturalistica della zona, che si trova all’interno del Parco nazionale del Pollino”.
Di conseguenza, la Provincia di Potenza ha già espresso parere sfavorevole alla riconversione dell’impianto “per l’aumento dei flussi di traffico, difficilmente sostenibili dall’attuale rete stradale – concludono i gruppi consiliari di maggioranza – per la mancata concertazione tra le due Province, tenuto conto che la centrale, pur se realizzata in Calabria, si trova ai confini del territorio lucano e per l’impatto sull’ambiente, sulla salute e sulle attività imprenditoriali, che interessa principalmente i comuni di Castelluccio, Rotonda e Viggianello”.
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