Per l’esponente di Idv, “il Presidente De Filippo deve sostenere l’iniziativa del sindaco di Matera così da recuperare 3 milioni e 600 mila euro a favore delle nuove imprese che si insedieranno nella zona industriale
“Ha ragione il sindaco di Matera Adduce: è determinante il ruolo attivo della Regione per l’attivazione della Zona a burocrazia zero (ZBZ), che per Matera coincide con la Zona Franca Urbana (Zfu) individuata con delibera Cipe del 2009 (governo Prodi), soprattutto dopo l’intervento della Corte Costituzionale che, con la sentenza 22 luglio 2011, n. 232, aveva dichiarato parzialmente incostituzionale l’art. 43, nella parte in cui era destinato ad applicarsi anche ai procedimenti amministrativi che si svolgevano entro l’ambito delle materie di competenza regionale sia concorrente e sia residuale”. A sostenerlo è il presidente del Gruppo Idv alla Regione, Nicola Benedetto, per il quale “il Presidente De Filippo e la Giunta devono sostenere l’iniziativa del sindaco di Matera per raggiungere l’obiettivo di recuperare 3 milioni e 600 mila euro a favore delle nuove imprese che si insedieranno nella zona industriale di La Martella, nelle due zone Paip e nell’area prospiciente il rione San Giacomo”.
Nel sottolineare che “dopo le tante aspettative e attese innescate dall’individuazione delle Zfu con la significativa decisione della Regione Basilicata di candidare solo un’area della Città di Matera per evitare che più candidature potessero pregiudicare l’opportunità di incentivi e aiuti per le imprese in una zona a forte degrado della nostra regione, aspettative andate deluse”, Benedetto aggiunge che “con il decreto liberalizzazioni si riapre un’occasione che sembrava definitivamente sfumata dai tagli del precedente Ministro Tremonti. Per le pmi che vogliono insediarsi nelle zone Paip di Matera diventa perciò una doppia opportunità: burocrazia zero e incentivi derivanti dal precedente provvedimento delle Zfu. La situazione normativa si era ingarbugliata: in un primo momento, il legislatore, per favorire lo sviluppo economico di determinate zone (21 per l’esattezza), aveva previsto l’interessante meccanismo di esenzione da Ires, Irap ed ICI nonché l‘esonero dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente”.
“Si trattava – precisa il consigliere – delle c.d. Zone Franche Urbane (ZFU), introdotte con la Finanziaria 2007 (Legge n. 296 del 2006) che, ispirandosi al modello attuato in Francia, intendevano favorire lo sviluppo economico e sociale, anche tramite interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno. Successivamente, con l’art. 43 del D.L. n. 78/2010, le suddette ZFU sono state integralmente sostituite dalle c.d. Zone a Burocrazia Zero (ZBZ), estese a tutta l’Italia con l’ultima legge di stabilità (Legge n. 183/2011), in via sperimentale fino al 31 dicembre 2013. Di conseguenza, per le nuove iniziative produttive costituite dopo il 1° gennaio 2012, i vantaggi sono: i provvedimenti conclusivi dei procedimenti amministrativi di qualsiasi natura e oggetto avviati su istanza di parte, fatta eccezione per quelli di natura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumità pubblica, sono adottati in via esclusiva dall’ufficio locale del Governo che vi provvede, ove occorrente, previe apposite conferenze di servizi; i provvedimenti conclusivi di tali procedimenti si intendono senz’altro positivamente adottati entro 30 giorni dall’avvio del procedimento, se un provvedimento espresso non è adottato entro tale termine; per i procedimenti amministrativi avviati d’ufficio, fatta eccezione per quelli di natura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumità pubblica, le amministrazioni che li promuovono o li istruiscono trasmettono all’ufficio locale del Governo i dati e i documenti occorrenti per l’adozione dei relativi provvedimenti conclusivi”.
“Sul fronte fiscale, ove la zona a burocrazia zero (ZBZ) coincida con una delle zone franche urbane (ZFU), ai sensi della delibera CIPE dell’08 maggio 2009 n. 14 – continua Benedetto – le risorse finanziarie per queste ultime sono utilizzate dal Sindaco per la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero. Inoltre, non va sottovalutato che anche i distretti turistici costituiscono “Zone a burocrazia zero”, con le relative agevolazioni (ai sensi dell’art. 3, comma 6, lett. b), del D.L. n. 70 del 13 maggio 2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 106 del 12 luglio 2011 (in G.U. n. 160 del 12 luglio 2011) dunque – conclude Benedetto – un’occasione da non sprecare anche per il costituendo Distretto Turistico del Materano”.