Viaggio a cavallo, Cicala: questa è la Lucania che mi piace

Presentata l’iniziativa che coinvolge i ragazzi ospiti del Centro di riabilitazione dell’istituto dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda. Per gli organizzatori dell’evento un test per mettersi in discussione e relazionarsi con il diverso da noi

Integrazione, condivisione, incontro, contatto con la natura e sfida dei propri limiti vi &egrave; tutto questo in &ldquo;Viaggio a Cavallo&rdquo;, la manifestazione organizzata dai Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, che vede protagonisti i ragazzi ospiti del centro di riabilitazione dell&rsquo;Opera dei Padri Trinitari, giunta all&rsquo;undicesima edizione. Questa mattina, presso la sala A del&nbsp; palazzo del Consiglio regionale, gli organizzatori hanno presentato ai giornalisti il programma del viaggio che partir&agrave; da Venosa sabato 14 settembre con arrivo a Bernalda sabato 21 settembre 2019. Dieci le tappe per un totale di 270 chilometri.<br /><br />&ldquo;Un momento importante ed emozionante che dimostra quanto il tema della disabilit&agrave; debba essere compreso e condiviso. Oggi mi avete trasmesso entusiasmo e quel vero coraggio di cui noi tutti abbiamo bisogno per affrontare le sfide della vita. Questa &egrave;&nbsp; la Lucania che mi piace&rdquo;. E&rsquo; con queste parole che il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala, ha accolto alcuni dei ragazzi protagonisti di &ldquo;Viaggio a Cavallo&rdquo;. &ldquo;In voi vedo l&rsquo;esempio e la grande determinazione nell&rsquo;affrontare un&rsquo;esperienza molto impegnativa che vi vedr&agrave; attraversare ben 14 paesi della Basilicata a cavallo. Ringrazio i sindaci che hanno aderito a questa iniziativa e sono sicuro che l&rsquo;accoglienza dei cittadini sapr&agrave; dare il giusto valore a voi ragazzi che io chiamo &lsquo;eroi&rsquo;, per le grandi battaglie che quotidianamente sostenete per vincere gli ostacoli. Il mio plauso alla preziosa attivit&agrave; dei &lsquo;Padri Trinitari&rsquo; al servizio delle persone con disabilit&agrave; e al progetto di crescita e di inclusione che diffondono e condividono con le nostre comunit&agrave;&rdquo;.<br /><br />Un esercizio per mettere alla prova l&rsquo;abilit&agrave; di ciascuno nel relazionarsi con il diverso da noi e per misurare la capacit&agrave; di adattamento a situazioni imprevedibili. Ma anche sfida al confronto, fatica e resistenza, stimolo alla ricerca del nuovo, raggiungimento di un risultato.&nbsp; Per il direttore dell&rsquo;istituto Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, Vito Campanale, &ldquo;questa iniziativa&nbsp; che, ogni volta, conferma quanto sia efficace e importante l&rsquo;ippoterapia, diventa anche lo strumento per attestare il valore del lavoro di gruppo. Medici, fisioterapisti, istruttori, accompagnatori&nbsp; e volontari, tutti uniti in una logica cara ai Padri Trinitari, quella dell&rsquo;integrazione tra ragazzi disabili e le comunit&agrave; sociali con cui entrano in relazione&rdquo;. Anche Campanale ha concluso il suo intervento ringraziando i ragazzi ospiti del centro: &ldquo;Grazie ragazzi, questa sfida voi l&rsquo;avete gi&agrave; vinta&rdquo;.<br /><br />Non si tratter&agrave; di una semplice azione del muoversi per andare da un luogo all&rsquo;altro, come ha sottolineato l&rsquo; organizzatore dell&rsquo;evento, Francesco Castelgrande, coordinatore del settore ippoterapia dell&rsquo;istituto Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, ma di allenamento alla conoscenza, di un&rsquo;esperienza di crescita comune e di esplorazione di s&eacute;.&nbsp; &ldquo;L&rsquo;aspetto che voglio sottolineare – ha detto Castelgrande – &egrave; la genuina accoglienza che ci riservano le comunit&agrave; lucane quando arriva la carovana. Ci trattano un po&rsquo; come si faceva con i viandanti di un tempo, offrendoci dolci e bevande ma, soprattutto tanto calore. Un&rsquo;esperienza che tempra e che consente di scoprire ogni anno nuovi posti del nostro territorio, considerato che il percorso cambia per ogni edizione. Un ringraziamento va ai Sindaci dei comuni interessati dall&rsquo;iniziativa che prontamente si sono messi a disposizione e a questi dieci cavalieri che, ogni volta, e in maniera sempre nuova, hanno qualcosa da insegnarci in termini di entusiasmo, tenacia e amore per gli animali&rdquo;.<br />

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