Un dispositivo capace di “annusare” l’ambiente come farebbe un insetto. È questa l’idea alla base del nuovo biosensore sviluppato all’Università degli Studi della Basilicata. Il progetto dei ricercatori coordinati dalla professoressa Patrizia Falabella, prorettrice alla didattica dell’Unibas, in collaborazione con il visiting professor Krishna Persaud dell’Università di Manchester, unisce ricerca biologica e tecnologia avanzata per monitorare la qualità dell’aria e rilevare sostanze potenzialmente dannose per l’uomo e le piante. Un’innovazione che guarda al futuro della sostenibilità e della tutela del Pianeta, nata da una sinergia internazionale che parte dalla Basilicata.