“Un Ponte per l’occupazione” all’attenzione della V Ccp

Nel corso dei lavori si è discusso anche dello stato di attuazione delle Aree Programma

I lavori della Commissione consiliare “Controllo, verifica, monitoraggio”, presieduti dal consigliere Napoli (Pdl), hanno avuto inizio con l’audizione del dirigente dell’Ufficio autonomie locali del Dipartimento Presidenza della Giunta regionale, Pasquale Monea, che ha illustrato lo stato di attuazione delle procedure di liquidazione delle Comunità montane in base alla legge regionale 33 del 2010 e gli atti finora posti in essere. Monea ha espresso soddisfazione per quanto fatto, allo stato attuale, in conformità agli articoli 23 circa la “Istituzione delle Aree programma” e 24 concernente la “Gestione associata delle funzioni fondamentali dei Comuni”. “Punto di partenza reale dell’intero procedimento di liquidazione delle Comunità montane – ha spiegato Monea – è da considerare il gennaio scorso in concomitanza con la finanziaria 2011 che ha dato il via alla creazione delle sette Aree programma, delle quali quattro hanno votato, anche, i loro organi costitutivi, Presidente della conferenza dei Sindaci e Comune capofila. In altre tre Aree programma sono in via di definizione ruoli e competenza e che, al netto dei ritardi, sarà un processo che vedrà presto la luce, essendo previsti incontri a breve”.

“Per quanto riguarda il personale – ha continuato Monea – l’Ufficio autonomie locali sta predisponendo sia l’impiego per i lavoratori socialmente utile per l’anno in corso, nonchè la circolare per l’assegnazione prioritaria all’Ufficio comune previsto nella struttura del Comune capofila dei lavoratori delle ex Comunità montane, salvo richieste da parte di questi ultimi di assegnazione presso altre amministrazioni pubbliche”.

Il presidente Napoli ha, quindi, invitato il Dirigente dell'Ufficio automomie locali “a rendere lumi in ordine alla ‘legittimità’ di taluni atti prodotti dai Commissari liquidatori e a spiegare se la loro attività, nella suddetta veste, doveva o meno rispondere ai canoni indicati dal Codice civile e dal Diritto Commerciale”.

Napoli ha, anche, sottolineato che “la Commissione ha dovuto registrare come da parte di alcuni Commissari si è proceduto al compimento di atti, quali bandi gara ed assegnazioni di incarichi, sui quali si nutrono perplessità” ed ha, quindi, chiesto di conoscere “se avesse fondamento, e se in quale norma, l'espressione usata da qualche Commissario che, in sede di audizione, ha parlato di ‘interpretazione atecnica’ dell'attività di liquidazione”. Monea ha sottolineato che “l'attività da svolgere non poteva che essere quella liquidatoria e che nessun altra interpretazione era da ritenersi plausibile”.

Ascoltata, quindi, dai componenti la Commissione, i consiglieri Dalessandro (Pd), Navazio (Ial), Falotico (Plb), Gaudiano (Gruppo misto), Romaniello (Sel), Singetta (Api), oltre al presidente Napoli (Pdl), una delegazione del “Comitato Pro – Ponte per l’Occupazione”. I partecipanti al programma “Un ponte per l’occupazione – Percorso di accompagnamento professionalizzante”, hanno illustrato un documento sottoscritto da 212 aderenti allo stesso circa lo stato di attuazione del programma e le criticità riscontrate nel corso dell’attuazione del progetto. “Le perplessità emerse nell’ambito del percorso formativo – hanno riferito – sono, innanzitutto, riconducibili agli spazi molto ampi di inoccupabilità ed alla poca, o del tutto inesistente, omogeneità tra i vari moduli compresi tra fase di orientamento, formazione di base e specialistica. Ritardi, dunque, ingiustificati – secondo i partecipanti al programma – e discontinuità nello svolgimento delle attività. Questo senza contare – hanno proseguito – il dato riferito all’indennità di frequenza e quello relativo alla garanzia della effettiva qualità e validità della successiva fase di formazione specialistica (960 ore) a fronte di una formazione di base in alcuni casi inadeguata e poco qualificata per quanto riguarda le docenze, i tempi e i materiali didattici”. Altre criticità espresse dai componenti il Comitato concernono “le modalità ed i criteri di accesso alla fase successiva di formazione specialistica, la procedura lenta e farraginosa nell’erogazione dei ratei trimestrali, nonché il mancato o scarso controllo e monitoraggio da parte delle autorità regionali nelle sedi formative distaccate e la formazione del catalogo delle aziende interessate al programma”.

I consiglieri, dal canto loro, hanno chiesto ai rappresentanti del Comitato una più dettagliata disamina delle difficoltà riscontrate con la creazione di schede per evidenziare ogni singolo punto critico, in modo tale da sottoporre la questione ben delineata al neo eletto Assessore alla Formazione e per poter far interagire in modo più consono Dipartimento, Enti formatori e destinatari del programma, avendo nel contempo, dal Dipartimento chiarimenti in merito al costo dei corsi per paragonarli a quelli di altri Istituti formativi, soprattutto per quanto concerne l’alta formazione e la specializzazione. Il presidente della Commissione ha sottolineato che nel sottoporre subito all’Assessore la questione dei rimborsi non effettuati, “occorre in tempi brevi avere un incontro con i responsabili del Dipartimento per la giusta comparazione delle posizioni ed i necessari chiarimenti, assumendo la vicenda, se confermate e rappresentate tutte le istanze presentate dai destinatari del programma, una doppia veste che comporta da un lato elementi di forte criticità, ma anche, per l’altro, aspetti che rasentano i criteri della liceità. Tutto questo con la dovuta trasparenza in merito alla ‘bontà’ ed alla capacità delle aziende formatrici ed al loro operato in termini qualitativi, quantitativi e nell’ambito della logistica”.

La Commissione ha, infine, espresso parere favorevole, a maggioranza, con l’astensione del presidente Napoli, il provvedimento riguardante il “Piano regionale annuale per lo sviluppo dello sport – anno 2011”.

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