“La tragedia che qualche giorno fa si è consumata a Perugia rappresenta lo specchio di una crisi economica drammatica e che colpisce ingiustificatamente la pubblica amministrazione”. E’ quanto si legge in una nota della Uil e Uil Fpl.
“Sono gli impiegati pubblici più deboli, quelli del comparto che svolgono attività di front office a pagare il tributo più alto, diventando spesso i capi espiatori di una protesta sociale che rischia di tracimare e che sta minando alla base le nostre istituzioni democratiche. L’episodio di Perugia dimostra che la campagna di delegittimazione nei confronti della Pubblica Amministrazione, iniziata molto tempo prima che scoppiasse la crisi, rischia ora di trasformarsi in un micidiale boomerang scagliato contro tutto e tutti ed in particolare contro le istituzioni del nostro Paese. La Uil e Uil Fpl di Basilicata chiedono a chi oggi è chiamato a guidare il nostro Paese ad assumere comportamenti più responsabili, mettendo in essere quelle misure capaci di farci uscire da questa crisi che si è ormai avvitata su se stessa e quei provvedimenti capaci di sburocratizzare i complessi meccanismi con cui lo stato regola il funzionamento della macchina pubblica e che talora possono determinare il fallimento di un’ azienda. E’ assolutamente necessario, per esempio, sbloccare il patto di stabilità per evitare che tante altre imprese falliscano e restituire l’onore ai lavoratori del pubblico impiego che oggi, con il sacrificio delle povere impiegate di Perugia, devono essere considerati non come fannulloni, ma come gelosi e fedeli difensori dei diritti dei cittadini e delle libertà costituzionali del nostro Paese”.
bas 06