“Storie d’amore e macchine da scrivere”

Si terrà mercoledì 12 febbraio alle ore 17 presso il Polo bibliotecario di Potenza la presentazione dell'ultimo libro di Giuseppe Lupo. Una favola cibernetica avvincente e tenera, scritta con una lingua ilare e trasognata. Dialogherà con l’autore Simona Bonito, direttora di Letti di Sera

Si terrà mercoledì 12 febbraio alle ore 17 presso il Polo bibliotecario di Potenza la presentazione di “Storie d’amore e macchine da scrivere”, l’ultimo libro di Giuseppe Lupo. Dialogherà con l’autore Simona Bonito, direttora di Letti di Sera. Introdurrà Introduce
Luigi Catalani, direttore Polo Bibliotecario, interverranno per un saluto Giovanni Lamorte, presidente Lions Club Potenza Host, e Paolo Albano, presidente di Letti di sera.

Salante Fossi, inviato del Modern Times, si trova a Skagen durante il solstizio d’estate, per festeggiare il compleanno del Vecchio Cibernetico e, molto probabilmente, la sua vittoria al Nobel. Il Vecchio Cibernetico ha quasi cent’anni, è nato in Ungheria, è fuggito da Budapest con una donna mentre i carri armati sovietici invadevano la città, ha vissuto e studiato in tutta Europa e, da qualche anno, si è stabilito in Portogallo. Va in giro con la custodia di una Olivetti Lettera 22 per ricordarsi che, dopo anni passati sulle macchine da scrivere e sulle macchine calcolatrici, su vocabolari in ogni lingua, ha inventato Qwerty. Qwerty è la rivoluzione. Non c’è intelligenza artificiale che sia all’altezza di Qwerty. Non c’è cosa che Qwerty non possa fare, anche se nessuno sa che forma abbia, né cosa sia. Salante Fossi non riesce a ottenere niente dal Vecchio Cibernetico, che alle sue domande non risponde, e anzi divaga tra la memoria e i sogni che lo inseguono da una vita, come fantasmi.
Ascoltando le sue parole e i silenzi, scoprirà che alcune presenze sono tali anche senza i corpi, che la memoria è un sentimento, che la storia delle macchine in Europa e nel mondo è passata da Ivrea, dall’immaginazione di Adriano Olivetti, che si possono avere molte
identità, ma un solo fine, e che Qwerty ha bisogno degli esseri umani così come gli esseri umani hanno bisogno di Qwerty. Una favola cibernetica avvincente e tenera, scritta con una lingua ilare e trasognata. Una storia d’amore, anzi due.

Giuseppe Lupo è docente di Letteratura italiana contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Brescia. È autore di romanzi e saggi, con cui ha vinto numerosi premi letterari, fra cui il premio
Viareggio-Repaci e il premio Selezione Campiello e collabora alle pagine culturali di «Avvenire» e del «Sole 24 Ore».

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