Statuto regionale; Cd Potenza rilancia ruolo città capoluogo

Per il Centro democratico, “si tratta di superare le divisioni campanilistiche, attraverso il riconoscimento dell'assemblea cittadina potentina come di un luogo ampio di confronto”

"Non può esserci uno Statuto regionale condiviso e partecipato, se non si riconoscono il ruolo e la funzione della città di Potenza.
La carta dei principi regionali del precedente consiglio – afferma il coordinamento cittadino di Potenza del Centro democratico – aveva individuato ruoli e funzioni delle due maggiori città lucane, ma quello che non emerge in questo avvìo di dibattito aperto (e la cosa è strana per esserci a guidare il percorso costitutivo due rappresentanti super votati nella città capoluogo di regione) è la prospettiva da attribuire a Potenza.
Si tratta – è scritto in una nota del Cd – di superare le divisioni campanilistiche, attraverso il riconoscimento dell'assemblea cittadina potentina come di un luogo ampio di confronto stante la ipotesi remota di un pletorico Consiglio delle Autonomie, di Province in via di estinzione, di momenti di guida ed approfondimento che trovino poi nei momenti decisionali regionali il giusto riscontro evitando lo scontro a cui erano costretti i consiglieri regionali potentini nel sostenere la esigenza di opportuni finanziamenti per quei servizi cittadini messi a disposizione di una intera comunità regionale.
Da qui – prosegue Centro democratico – l'esigenza di rilanciare la vertenza infrastrutture di servizio alla città, la riorganizzazione di un sistema di trasporti che le cifre di Legambiente ci mostrano in sofferenza più per una mancata educazione all'uso da parte dei potentini, che per una reale assenza. Di pari passo – avverte il Coordinamento, sta definendo una lista comunale aperta e competitiva – l'attenzione alle politiche sociali, di assistenza agli anziani e di servizi da rigenerare anche nel capoluogo partendo dalle tante esperienze positive di associazioni e movimenti volontaristici".

bas 07

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