Un aumento medio del +2,7% rispetto al 2025, con incrementi più marcati in Calabria (+5,2%), Sicilia (+4,3%) e Veneto (+4%), è stato riscontrato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui costi dei servizi balneari in Italia, alla vigilia della stagione 2026.
La Basilicata – riferisce la Federconsumatori lucana – si conferma una regione con prezzi balneari ancora accessibili, soprattutto lungo la costa ionica. Maratea mantiene una fascia di prezzo più alta ma stabile, con servizi di qualità e un forte orientamento alla sostenibilità.
I moderati rincari differenziano, comunque, la costa tirrenica da quella jonica: in quest’ultima (Metaponto, Scanzano, Policoro, Nova Siri, Rotondella) si sono registrati aumenti tra +1,5% e +2,5%, inferiori alla media nazionale. Ombrellone e due lettini costano dai 18 ai 30 euro a seconda della fila e del lido; c’è buona disponibilità di stabilimenti e una concorrenza che mantiene i prezzi più accessibili. Sulle formule mezza giornata e happy hour (dopo le 14:00) si può risparmiare fino al 40%, e si registrano offerte ‘all inclusive’ (ombrellone, pranzo, attività) tra i 35 e i 55 euro. Sulla costa tirrenica (Maratea) i prezzi sono rimasti pressoché invariati rispetto al 2025. Un ombrellone più due lettini si pagano dai 28 ai 38 euro, mentre costano di più ristorazione e servizi premium.
Richiamando chiarezza e correttezza da parte degli esercenti, Federconsumatori Basilicata ricorda che “nonostante la moderazione dei prezzi, permangono alcune problematiche a livello nazionale e territoriale: divieti impropri di introdurre cibo portato da casa, contrari alla normativa vigente; scarsa trasparenza dei listini in alcuni stabilimenti, soprattutto per i servizi accessori; sovrapprezzi eccessivi su bevande e alimenti; differenze tariffarie marcate tra Ionio e Tirreno che possono penalizzare alcune famiglie”.