“Occorre sostenere con convinzione e tutti insieme la riapertura del confronto con il Governo, chiedendo che già in fase di conversione del Decreto Sblocca Italia sia reinserita la norma che destinava il 3% delle royalties ad un Fondo Nazionale per la Coesione Sociale destinato ai cittadini più svantaggiati della nostra regione. Non solo perché si tratta di centinaia di milioni di euro (circa 300 milioni nel triennio) che sarebbero per di più fuori dal Patto di Stabilità della Regione, ma perché sarebbe il riconoscimento reale e concreto del contributo che già la Basilicata dà al sistema paese, essendo calcolati a partire dagli 80 mila barili in produzione”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Cgil Basilicata.
“In riferimento invece al tema delle prerogative ed in particolare del corretto rapporto che dovrebbe esserci sempre tra Stato ed Enti Locali su materie così delicate ed invasive, rispetto alla tutela ambientale, della salute e delle stesse potestà nel programmare lo sviluppo del territorio, ci permettiamo di invitare tutti a riflettere sul fatto che non si tratta solo di difendere gli ambiti riconosciuti dall'attuale Titolo V, ma più in generale di capire se una materia come la produzione energetica da fonti fossili possa essere inserite in un corpo normativo (quello dell'esproprio urgente per interesse nazionale) che nasceva ed opera per altre questioni e se è possibile trattare allo stesso modo processi diversi quali sono il permesso di ricerca, quello di estrazione, quello di coltivazione, quello di smaltimento e reiniezione”.
“Soprattutto il tema vero è quello di evitare un corto circuito tra interessi nazionali e interessi locali e costruire un giusto rapporto tra interessi delle comunità locali, la tutela della salute e ambiente e le ricadute che non possono essere quelle dirette dell'occupazione (scarsa) che tali attività creano, ma l'utilizzo delle risorse in chiave di sviluppo sociale e produttivo “oltre il petrolio”. E da qui l'importanza di rilanciare sui giusti binari il Memorandum e della modifica dell'articolo 16 già nei prossimi appuntamenti parlamentari o dell'emanazione di un nuovo decreto interministeriale”.
“Su questo le responsabilità del Presidente Renzi, della sua visione semplificata e demagogica della democrazia, sono enormi ed il primo passo dovrebbe farlo un Governo nazionale arrogante e che ha sbagliato. Ovviamente sapendo tutti che non si sta “trattando” su nuove estrazioni, ma esclusivamente sulla valorizzazione di quanto già estratto e di quanto autorizzato già nel 1998 e nel 2005 e che mai come Cgil saremo disponibili ad altre concessioni, altre trivellazioni che, oltre al rischio ambientale, negherebbero ogni possibile sviluppo alternativo e pluri vocazionale per la nostra Regione”.
“Per questo e con queste posizioni la Cgil sosterrà gli interessi della Basilicata e dei suoi cittadini, a partire dai più deboli, dai disoccupati, dai pensionati, dai giovani che vogliono un futuro dignitoso, in tutte le sedi, a partire da quelle nazionali. Del resto, al di là di chi non sa o finge di non sapere, se un Tavolo con il Governo si è aperto, lo si deve al Sindacato e alle Associazioni di impresa che – già a novembre del 2013, dopo la visita di Zanonato a Potenza , gli impegni presi e poi traditi dal Governo Letta – decisero che andava aperta una vertenza più generale. Anche perché la politica taceva e il vuoto politico ed istituzionale era enorme”.
“E oggi si sta parlando ancora di proposte e soluzioni tecniche che proprio quel tavolo costruì ed individuò prima di tutto nel confronto tra parti sociali e esponenti del Mise. Ora che vi è un più di protagonismo delle Istituzioni lucane noi siamo felici e anzi ne sosteremmo le posizioni con convinzione. La recente relazione del Presidente al Consiglio Regionale, le dichiarazioni di importanti esponenti politici, l'impegno dichiarato da diversi parlamentari, sembrano andare nel verso giusto. La Cgil sarà, in piena autonomia e con le proprie parole d'ordine, al loro fianco”.
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