Rinnovo Ufficio di Presidenza, replica di Radice a Coviello

Il già presidente del Consiglio regionale e componente del Consiglio direttivo dell’Associazione ex consiglieri regionali: “La risposta è nella mia nota inviata a suo tempo. Non mi aspetto scuse, solo un rimando al mio cv professionale e legislativo”

Devo una garbata risposta al consigliere regionale della Lega, Tommaso Coviello, rispetto a quanto da lui affermato in una nota stampa. La risposta, tralasciando la superficialità dei termini che usa nei miei confronti, è nella mia nota inviata a suo tempo alla stampa”. E’ quanto afferma il già presidente del Consiglio regionale della Basilicata, e componente del Consiglio direttivo dell’Associazione ex consiglieri regionali, Michele Radice, che sottolinea : “Non mi aspetto nessuna scusa, solo un rimando al mio curriculum vitae, professionale e legislativo”.

Di seguito la nota inviata il 22 maggio scorso.

Leggo sconcertato quanto viene riportato sulla stampa di oggi circa il mancato rinnovo dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Non so se piangere o ridere, ma mi rendo conto di quanta approssimazione vi è circa la conoscenza delle istituzioni di cui si fa parte. E fino a quando prevarrà l'ignoranza e la non conoscenza delle norme vigenti il ‘Re Cicala’, così viene identificato dalla stampa l’attuale Presidente del Consiglio, potrà continuare ad imperare. Primo. La Regione Basilicata con propria legge statutaria ha approvato il proprio Statuto (Legge Statutaria Regionale 17 novembre 2016, n. 1 “Statuto della Regione Basilicata” – Testo aggiornato e coordinato con L.R. Statutaria 18 luglio 2018, n. 1 e con L.R. Statutaria 18 febbraio 2019, n.1). All'interno del testo al punto 5 dell'Art.27 si riporta la durata e quindi il rinnovo dell'Ufficio, che così recita: “I componenti dell'Ufficio di Presidenza restano in carica per trenta mesi e sono rieleggibili”. Ergo non vi può essere nessun rinnovo prima di tale scadenza.

Secondo. Invocare poi, come si legge, che il vigente Regolamento del Consiglio regionale stabilisce all'art. 8 il rinnovo allo scadere di un anno, è una pura bestialità. In pratica, significa non conoscere l'importanza e la gradualità tra le diverse norme legislative. In primis, per le Regioni valgono le leggi statutarie, che hanno un iter procedurale ed approvative diverse da quelle ordinarie, che sottostanno a quelle statutarie. I Regolamenti sono emanazioni di leggi approvate e non possono in alcun modo modificare i principi riportati in esse, ma possono solo meglio esplicitare o regolamentare quello che nelle leggi non viene riportato, ma ad essi demandato. In questo caso il Regolamento da doversi necessariamente aggiornare potrebbe stabilire entro quanto tempo preciso indire il Consiglio per il rinnovo dell'Ufficio di Presidenza in maniera automatica ed obbligatoria.

Pertanto se addebiti si possono muovere al ‘Re Cicala’ (riporto tale termine con gran fastidio perchè viviamo in una repubblica e non in una monarchia se mai qualcuno se ne fosse dimenticato), ma anche all'intero Consiglio e aggiungerei agli Uffici del Consiglio, è quello di non provvedere a rendere coerenti con il nuovo Statuto tutte le norme che ne discendono. Tutto il resto è chiacchiericcio e anche di cattivo gusto”.

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