Riavvio Cova, Leggieri e Perrino: criticita' tutte superate?

I consiglieri regionali M5s: “Dopo 3 mesi all’insegna di una trasparenza pasticciata e confusa, si riapre un altro capitolo del travagliato e fallimentare esperimento petrolifero lucano”

&ldquo;La riapertura del Centro Oli di Eni a Viggiano (Cova) sembra essere diventato ormai un appuntamento fisso, triste e inesorabile, per gli abitanti della Val d&rsquo;Agri. Sembrano passati anni, ma &egrave; bene rammentare che anche l&rsquo;anno scorso (nel 2016) il Cova &egrave; rimasto chiuso per qualche mese a seguito del sequestro disposto dalla Direzione Nazionale Antimafia nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta sul traffico e smaltimento di rifiuti petroliferi, giornalisticamente nota come &lsquo;Trivellopoli&rsquo;&rdquo;. A ricordarlo i consiglieri regionali del Movimento cinque stelle, Gianni Leggieri e Giovanni Perrino.<br /><br />&ldquo;Con una delibera approvata ieri &ndash; dicono Leggieri e Perrino – appena prima dell&rsquo;incontro tra il Presidente della Regione Basilicata e il Presidente Mattarella in visita a Matera, la Giunta Pittella ha dato un nuovo via libera al Cova, le cui attivit&agrave; erano state sospese a causa dell&rsquo;inquinamento dei terreni circostanti in seguito&nbsp; alle perdite dei serbatoi di stoccaggio (fortemente usurati fin dal 2008). Con questa mossa, si ottiene il barile pieno e la Regione ubriaca (di royalties) dato che la riapertura viene varata alla scadenza dei 90 giorni di &lsquo;stop&rsquo; previsti dalla delibera di Giunta Regionale n. 322 del 15 aprile 2017. La delibera di riapertura del Cova&nbsp; – aggiungono i consiglieri M5s – non &egrave; ancora disponibile per i comuni mortali e, molto probabilmente, verr&agrave; pubblicata domani in contemporanea all&rsquo;audizione prevista in terza Commissione dell&rsquo;assessore Pietrantuono e del direttore dell&rsquo;Arpab. Dopo 3 mesi all&rsquo;insegna di una trasparenza pasticciata e confusa, si riapre un altro capitolo del travagliato e fallimentare esperimento petrolifero lucano, anche per motivazioni di mera propaganda pre-elettorale. Perplessit&agrave; e preoccupazioni sul funzionamento e sulla sicurezza del Cova non solo permangono &ndash; sostengono Leggieri e Perrino – ma diventano ancora pi&ugrave; pressanti: il riavvio del Cova vedr&agrave; l&rsquo;utilizzo dei soli serbatoi di stoccaggio olio dotati di doppio fondo (V220-TB-001 C e V200-TB-001 D), nonch&eacute; le parallele operazioni di messa in sicurezza dell&rsquo;area interessata dalla contaminazione provocata dallo sversamento di circa 400 tonnellate di greggio&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Da quanto &egrave; dato di capire &ndash; rilevano Leggieri e Perrino – il Cova riprender&agrave; a funzionare in condizioni provvisorie e &lsquo;arrangiate&rsquo;, come una sorta di accozzaglia di impianti in condizioni non ottimali, servendosi addirittura di una serie di autobotti esterne per il drenaggio del terreno sottostante e per cercare di evitare ulteriori contaminazioni. Sarebbero queste le condizioni idonee a fornire ai cittadini e al territorio la sicurezza di una situazione definitivamente sotto controllo? Sarebbero queste le condizioni tutte verificate e &lsquo;controverificate&rsquo; dagli organismi regionali e non? Appare legittimo chiedersi se la riapertura del Cova non stia avvenendo piuttosto sotto la pressione di quella che &egrave; una vera e propria perversa &lsquo;dipendenza da royalties&rsquo; del bilancio regionale, annacquando le prescrizioni minime di sicurezza per gli abitanti nonch&eacute; la bonifica e il ripristino ambientale di un territorio martoriato&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Come M5s &ndash; sottolineano i due consiglieri – continueremo a monitorare attentamente l&rsquo;evolversi della situazione, tenendo conto anche delle osservazioni mosse dallo stesso Ministero dell&rsquo;Ambiente per il tramite di Ispra. Rimaniamo dell&rsquo;idea che il Cova sia insostenibile per l&rsquo;ecosistema e per l&rsquo;economia lucana: un governo regionale lungimirante e saggio avrebbe gi&agrave; dovuto attuare una graduale &lsquo;exit strategy&rsquo; dal petrolio, esperimento completamente fallimentare che ci auguriamo vivamente non diventi drammatico, in un&rsquo;estate di fiammate e nuvole all&rsquo;idrogeno solforato per gli sfortunati lucani della Val d&rsquo;Agri&rdquo;.<br />

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