Al 31 marzo 2026, il contatore del “Bonus Gas” (legge regionale 28/2022) segna una cifra record: 199,5 milioni di euro erogati per il quadriennio 2022-2025. Non sono promesse, ma fatture liquidate che hanno dato ossigeno a 132.858 beneficiari. Solo nell’ultimo anno, il 2025, la Regione ha coperto costi per oltre 60,7 milioni di euro, garantendo che il freddo non diventasse una tassa sulla povertà. Ma è sul fronte idrico che si è giocata la partita più difficile. Gestire l’Acquedotto Lucano, con i suoi 500 impianti necessari a garantire il servizio idrico integrato sulla complicata morfologia del nostro territorio significa sopperire ad un notevole fabbisogno energetico: nel 2025, infatti, risultano attivi 892 POD, l’acronimo di Point of Delivery (Punto di Prelievo). Si tratta delle singole utenze elettriche necessarie per far funzionare l’intera infrastruttura idrica regionale con un consumo complessivo di circa 162 GWh.
Se il governo lucano non avesse agito, se fosse rimasto prigioniero del “mercato di salvaguardia” e delle fluttuazioni impazzite del PUN (l’indice che determina quanto costa l’elettricità all’ingrosso in Italia ogni ora e ogni giorno) che nel 2022 ha toccato picchi insostenibili, oggi parleremmo di un gestore al collasso. Invece, grazie allo storico accordo con ENI e Shell, è stato bloccato il prezzo della “quota energia” a 82 euro/MWh.
I risultati? Eccoli:
Nel 2024 risparmiati 5 milioni di euro rispetto ai costi energetici di mercato.
Nel 2025 il risparmio per i costi energetici del sistema idrico è salito a 6,4 milioni di euro.
La vera “stoccata” alla crisi arriva dal Bonus Idrico regionale, finanziato proprio grazie alla differenza di prezzo ottenuta dagli accordi con le compagnie petrolifere. In un biennio la Regione ha erogato oltre 5 milioni di euro direttamente nelle tasche dei cittadini più bisognosi:
2,9 milioni nel 2024 per oltre 35mila richieste.
2,17 milioni nel 2025 per quasi 24mila famiglie.
Questi sono importi reali, già decurtati del bonus sociale Arera, che rappresentano una mano tesa concreta verso chi fatica ad arrivare a fine mese.
Acquedotto Lucano ha beneficiato, fino al mese scorso, di un prezzo calmierato sul costo dell’energia (grazie all’azione decisa del governo regionale) il cui contratto è andato a scadenza a marzo. È allo studio della governance regionale un nuovo accordo i cui termini sono in fase di negoziazione con una rinnovata riflessione sulla valorizzazione delle risorse disponibili grazie alle compensazioni ambientali. Per restare in tema di trasparenza è utile sottolineare che le azioni intraprese fin oggi dal Governo Bardi hanno garantito risparmi concreti alle famiglie lucane sia in termini di acquisto della materia Gas che nel settore idrico integrato, nella consapevolezza di un quadro critico nazionale e regionale derivante da molteplici fattori di crisi di cui la Basilicata non è certo causa.