Referendum, Giorgetti: a rischio credilità della Regione

Per il consigliere regionale M5s “il referendum approvato dalla Regione è un grave ed inqualificabile atto amministrativo”

&ldquo;Una pubblica istituzione, la Regione Basilicata, ha approvato la proposta di referendum abrogativo sulla quota proporzionale della legge elettorale nazionale. Una proposta politica nata tra i prati di Pontida e catapultata nelle sedi istituzionali con il solo scopo di modificare, per le vie brevi, cio&egrave; senza l&rsquo;indispensabile conforto dell&rsquo;espressione popolare, le norme e le modalit&agrave; che regolano il diritto dei cittadini a scegliere le proprie rappresentanze parlamentari&rdquo;.<br /><br />Cos&igrave; il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Gino Giorgetti.<br /><br />&ldquo;Prima ancora dei profili inerenti gli aspetti di incostituzionalit&agrave; da pi&ugrave; parti richiamati a riguardo della proposta di referendum avanzata per abrogare le attuali leggi elettorali da parte delle rappresentanze del Partito della Lega &ndash; afferma Giorgetti – si pongono questioni di seriet&agrave;, oltre che di correttezza istituzionale, che avrebbero, invece, dovuto portare chi l&rsquo;ha votata anche in Basilicata a tener conto almeno di due fattori: la portata &lsquo;universale&rsquo; sulla popolazione e gli effetti che su di essa producono le regole elettorali richiedono, necessariamente, un ampio dibattito e confronto, non solo all&rsquo;interno dell&rsquo;assise consiliare, ma dell&rsquo;intero corpo sociale ed associativo, attraverso specifiche adunanze pubbliche e audizioni delle rappresentanze civili; lo strumento della scorciatoia del referendum di iniziativa istituzionale (cinque Regioni) e non popolare, con la raccolta delle firme da parte dei cittadini, applicato su una materia di natura prettamente politica e per di pi&ugrave; proveniente da uno specifico partito, rappresenta un cattivo esempio di funzionamento delle istituzioni che, invece, devono mantenere, per propria definizione, un profilo al di sopra delle parti e di rispetto e garanzia per tutti&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Pur considerando la praticabilit&agrave; formale di una procedura contemplata dai dispositivi legislativi statali e regionali, che nessuno vuol mettere in discussione, aver approvato la proposta avanzata dal gruppo regionale della Lega &ndash; continua Giorgetti – infligger&agrave; un duro colpo, tanto all&rsquo;agire democratico, attraverso il protagonismo delle espressioni sociali nelle scelte che riguardano l&rsquo;intera popolazione, quanto alla credibilit&agrave; stessa della massima istituzione regionale&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Questione del tutto differente e non contestabile, sarebbe stata, diversamente, una iniziativa della Regione su un eventuale percorso di consultazione e di acquisizione dell&rsquo;espressione diffusa dei cittadini lucani su una materia cos&igrave; complessa e delicata, sganciata da qualsiasi collocazione e connotazione politica. Inoltre &ndash; prosegue Giorgetti – nel merito delle valutazioni politiche, sarebbe stato doveroso un maggior atteggiamento di prudenza istituzionale, per la stessa fretta con cui &egrave; nato questo provvedimento che &eacute; in forte contraddizione con le stesse posizioni del capo della Lega, Salvini. oggi folgorato sulla strada del maggioritario puro ma che, in tempi ancora recenti, &egrave; stato strenuo sostenitore del &lsquo;No&rsquo; al referendum costituzionale che travolse anche la legge ad impronta maggioritaria dell&rsquo;Italicum&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Infine, ultima, ma non secondaria per ordine di considerazioni: sarebbe stata regola giusta ed opportuna chiamare il Consiglio regionale a deliberare e legiferare non tanto su argomenti collegati alle filiere di appartenenza politica, ma su questioni di cui &egrave; chiara la ricaduta sul proprio territorio e sulla propria popolazione di cui, nel caso specifico, non c&rsquo;&egrave; traccia di spiegazione e riferimento. Ci&ograve; detto &ndash; conclude Giorgetti – presidente Bardi e consiglieri che avete votato a favore, la domanda nasce spontanea: per cosa e per chi governate per davvero?&rdquo;.<br />

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