Dichiarazione dell’assessore regionale alle Politiche di sviluppo, Francesco Cupparo.
“Leggo con stupore le dichiarazioni della consigliera di opposizione Araneo, che oggi prova ad arrogarsi i meriti della positiva conclusione della vertenza PMC/Brose, sostenendo che “ha vinto la tenda”. La realtà è ben diversa.
La solidarietà ai lavoratori è sempre legittima, ma le tende e i pasti davanti alle telecamere non creano e non salvano posti di lavoro.
Il lavoro istituzionale, invece, salva le famiglie. Se oggi 150 operai hanno un futuro garantito in C-Costruzioni è grazie a mesi di trattative silenziose, complesse e concrete portate avanti da questo Assessorato insieme al Mimit, a Stellantis, a Confindustria e alle organizzazioni sindacali.
Ma c’è un elemento decisivo che qualcuno dimentica. Questa positiva conclusione è stata resa possibile anche grazie al lavoro istituzionale costruito negli anni con Stellantis, che ha consentito di creare le condizioni per la reindustrializzazione del sito. Proprio grazie a quel rapporto di collaborazione e di reciproca responsabilità è stato possibile ottenere che Stellantis mettesse gratuitamente a disposizione il capannone in comodato d’uso per il nuovo investitore, assumendosi un preciso impegno verso il territorio e favorendo concretamente l’insediamento della nuova realtà produttiva. È questo il valore delle relazioni istituzionali solide: trasformare le interlocuzioni in opportunità concrete per i lavoratori.
Chi siede in Consiglio regionale ha il dovere di produrre soluzioni, non slogan. Noi abbiamo preferito lavorare senza clamore, pancia a terra, nei palazzi romani e lucani dove si decideva il destino industriale di Melfi, lasciando ad altri la ricerca della visibilità.
Ai lavoratori non servono i meriti di cartone della politica: servono lo stipendio, la formazione e la certezza del futuro. Noi abbiamo risposto con i fatti. Tantissimi lavoratori della PMC e della Brose, pur non aderendo al presidio, hanno scelto di credere con fiducia nel lavoro delle istituzioni e nel confronto responsabile, piuttosto che nelle facili promesse e nei tanti venditori di fumo che, ancora oggi, cercano di attribuirsi meriti che non appartengono loro”.